
Le parole hanno una grande valore soprattutto nel discorso pubblico, ma non solo. Bisogna maneggiarle con cura e soprattutto con consapevolezza. Le parole hanno infatti una loro potenza di senso.
Le parole
si possono usare per diverse finalità. C’è chi le usa per comunicare verità, o
meglio pezzi di verità, e chi le usa per nascondere la verità. C’è anche chi le
usa per manipolare le coscienze altrui. E’ utile riflettere su come si stanno
usando le parole e i concetti in questi giorni, anche nel nostro discorso
pubblico locale.
Ad esempio i termini di “invarianza idraulica” e quelli di “consumo di suolo zero” dovrebbero comunicare ai cittadini serenità per il futuro del pianeta e per quello del nostro territorio. Ma è davvero così?
O invece
assistiamo a vere e proprie manipolazioni dell’opinione pubblica (e dei
cittadini) a cui si fa credere un significato mentre se ne pratica l’esatto
contrario?
Davvero invarianza
idraulica significa non modificare in peggio l’impatto idraulico del nostro
territorio o c’è invece, nella norma di Regione Lombardia, la possibilità di
peggiorare lo stato dell’impermeabilità dei territorio, come ci suggerisce nel
post del 13 novembre Ottorino Pagani?
Anche il concetto di consumo di suolo zero è totalmente abusato nella pratica politico-amministrativa. Di certo possiamo affermare che la norma regionale sul “consumo di suolo zero” è stata utilizzata dalle giunte Alparone-Bogani per aumentare l’edificabilità e la cementificazione del nostro comune fino a permettere la costruzione di 60 appartamenti in un parco pubblico.
Ma cosa significa allora consumo di suolo zero? Zero rispetto a quanto già deciso dai PGT o zero rispetto quanto oggi è già costruito?
Nel primo
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