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La potenza delle parole

Le parole hanno una grande valore soprattutto nel discorso pubblico, ma non solo. Bisogna maneggiarle con cura e soprattutto con consapevolezza. Le parole hanno infatti una loro potenza di senso.

Le parole
si possono usare per diverse finalità. C’è chi le usa per comunicare verità, o
meglio pezzi di verità, e chi le usa per nascondere la verità. C’è anche chi le
usa per manipolare le coscienze altrui. E’ utile riflettere su come si stanno
usando le parole e i concetti in questi giorni, anche nel nostro discorso
pubblico locale.

Ad esempio i termini di “invarianza idraulica” e quelli di “consumo di suolo zero” dovrebbero comunicare ai cittadini serenità per il futuro del pianeta e per quello del nostro territorio. Ma è davvero così?

O invece
assistiamo a vere e proprie manipolazioni dell’opinione pubblica (e dei
cittadini) a cui si fa credere un significato mentre se ne pratica l’esatto
contrario?

Davvero invarianza
idraulica
significa non modificare in peggio l’impatto idraulico del nostro
territorio o c’è invece, nella norma di Regione Lombardia, la possibilità di
peggiorare lo stato dell’impermeabilità dei territorio, come ci suggerisce nel
post del 13 novembre Ottorino Pagani?

Anche il concetto di consumo di suolo zero è totalmente abusato nella pratica politico-amministrativa. Di certo possiamo affermare che la norma regionale sul “consumo di suolo zero” è stata utilizzata dalle giunte Alparone-Bogani per aumentare l’edificabilità e la cementificazione del nostro comune fino a permettere la costruzione di 60 appartamenti in un parco pubblico.

Ma cosa significa allora consumo di suolo zero? Zero rispetto a quanto già deciso dai PGT o zero rispetto quanto oggi è già costruito?

Nel primo

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L’invarianza idraulica &

& il grillo parlante (3).di Ottorino Pagani

“Il seminario sul tema: “Invarianza idraulica ed idrogeologica: dal Regolamento Regionale (07/2017) all’applicazzione” organizzato, il giorno 8 novembre presso l’Aula Consigliare del Comune, dal “Circolo Interprofessionale Tecnici di Paderno Dugnano” è stato interessante, sia per la buona sintesi della normativa sul tema che per gli esempi di applicazione presentati.

Personalmente
ho avuto la conferma che la Regione ha prodotto una buona legge e che le competenze
e le tecnologie di ingegneria idraulica sono già disponibili e applicabili, e
questo è davvero un bene per un territorio ad alto rischio idrogeologico, come
quello del nostro Comune.

Mi resta
un dubbio, e la “professionalità” del seminario lo rinforza: abbiamo trovato un
“altra fatina azzurra” che risolve il problema del rischio idraulico, attivando
un nuovo settore di business e permettendoci di continuare a fare cose
sbagliate come “Pinocchio”?

Temo di
sì, se questa normativa non è affiancata da una legge nazionale che blocca
davvero il consumo di suolo, nei Comuni ad altissima densità abitativa e
altissima impermeabilizzazione superficiale.

Inoltre,
la possibilità dei Comuni di: poter monetizzare le opere di invarianza
idraulica che i privati non possono / vogliono realizzare a fronte di un
intervento di impermeabilizzazione del suolo in un ambito, e di poter spostare
in un altro ambito, ad esempio un bel terreno agricolo pubblico, le opere
necessarie per la mitigazione idraulica, alimenta ulteriormente il dubbio.

Sembra
che le evidenze dei cambiamenti climatici non hanno ancora prodotto
l’acquisizione di responsabilità politica che è necessaria: il 21 ottobre
l’allagamento di Milano non è stato provocato dall’esondazione del Seveso, ma
dall’impermeabilizzazione insostenibile (superficie  impermeabile dell’87% !) del …

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Il Seveso è natura..

L’Associazione “Amici del Parco Nord “ ha realizzato un filmato sul Seveso che ha già avuto  grande successo di consensi .

Una iniziativa per continuare la battaglia per la bonifica del torrente Seveso e contro le vasche di laminazione.

Aggiungiamo che solo così si potrà realizzare, su tutta l’asta del fiume, un Parco del Seveso che Paderno Dugnano ha già istituito sul proprio territorio.

Eccolo:

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A proposito di ILVA..

In merito alla “nostra” Ilva, Ottorino Pagani segnala il punto di vista giuridico di Paolo Maddalena (Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale) sulla politica industriale nazionale; pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” de| 20 ottobre 2019.

“Alitalia, Whirlpool e
Ilva: il governo faccia il suo dovere

La stampa pone in luce le difficoltà in
cui si trovano l’Ilva, la Whirlpool e l’Alitalia, che non riescono ad essere
superate a causa delle richieste esorbitanti dei loro manager stranieri. A
nostro avviso il Popolo Italiano sta spendendo a vuoto un’
enormità di
soldi in attesa che gli egoismi di multinazionali straniere riprendano in mano
le sorti di queste imprese. E’ un assurdo.

I nostri governanti , dovrebbero eliminare dalla loro mente l’idea neoliberista secondo la quale esiste soltanto il diritto privato che tutela gli interessi individuali delle società, e non anche e soprattutto il diritto pubblico e in particolare la proprietà pubblica. L’Ilva e la Whirlpool devono continuare la loro attività o convertirsi in altre attività e assurda appare la sottomissione del governo italiano ai tentennamenti degli amministratori di Arcelor-Mittal e di Whirlpool, che ci fanno soltanto perdere tempo. Allo stato dei fatti, esistono solo due possibilità: o si costituisce una cooperativa di operai che si impossessi della fabbrica, riconvertendola, se del caso, in un’attività diversa, secondo le norme della legge Marcora, opportunamente riportata ai suoi termini originari (art. 45 Cost.), oppure diventa indispensabile il ricorso alla nazionalizzazione.

Per Alitalia bisogna tener presente che il governo italiano, ha speso 1,5 miliardi di euro per prolungare l’agonia della compagnia che dovrebbe finire in mano straniera. Questi soldi sono stati spesi

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Odore di n’drangheta..

Preoccupano le notizie che provengono dalle indagini delle forze dell’ordine sulla estesa presenza mafiosa nel nord Milano. E’ di questi giorni l’informazione sulle indagini su società e attività economiche a Bovisio Masciago e Limbiate. Di seguito l’informazione tratta dal “Cittadino di Monza e Brianza”:

“Cosche nei ristoranti, sequestrate quote del franchising partito da Bovisio Masciago

La Squadra Mobile di Milano ha eseguito nove arresti per associazione a
delinquere finalizzata all’intestazione fraudolenta di beni, indagando sugli
affari maturati attorno alle pizzerie “Tourlè”, catena di ristoranti nata a
Bovisio Masciago e diventata franchising con attività in tutta Italia.

Dietro le mangiate al “giropizza”, le cene di classe, le serate tra amici o con la famiglia, ci sono gli interessi economici della criminalità organizzata, che reimpiegano i soldi del narcotraffico e di altre attività illecite. Un fenomeno più volte ribadito, anche in occasione di incontri pubblici, dai magistrati dell’antimafia, e che ora, per la prima volta, si è tradotto in un’inchiesta che ha portato i poliziotti della Squadra Mobile di Milano ad eseguire nove arresti per associazione a delinquere finalizzata all’intestazione fraudolenta di beni, indagando sugli affari maturati attorno alle pizzerie “Tourlè”.

Una catena di ristoranti nata a Bovisio Masciago, cresciuta negli ultimi anni con l’apertura di molte attività in tutta Italia. Un franchising nato dall’apertura di Bovisio e di due bar a Limbiate creato dagli investimenti occulti di Giuseppe Carvelli, personaggio legato alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso (presente anche nel nord della Brianza), come emerso da altre precedenti indagini della magistratura, e negli ultimi anni libero grazie all’istituto dell’affidamento in prova, nonostante una condanna a 22 anni di reclusione.

Sono …