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A 10 anni di riconquista…ma

La città di Paderno Dugnano ha appena ricordato (il 31 ottobre al Centro Falcone & Borsellino) i 10 anni di riconquista al servizio della legalità con la presenza delle forze dell’ordine che hanno scoperto e sconfitto la n’drangheta dell’area milanese, con l’inchiesta Infinito. Erano presenti, oltre a rappresentanti istituzionali anche esponenti delle Commissioni legalità regionali e locali.

Ma oggi una nuova notizia scuote l’opinione pubblica locale. L’articolo è da leggere sul giornale “Il Fatto quotidiano” del 9 novembre. Ne riporto l’incipit:

Milano, “Rischio Casalesi” nella security dei lavori del metrò” di Davide Milosa

Interdittiva antimafia del prefetto. La Newpol era agli ingressi dei cantieri della linea 4. Il contratto d’appalto sarebbe dovuto scadere il prossimo dicembre, ma un’interdittiva antimafia firmata dal prefetto di Milano Renato Saccone ha chiuso prima la partita. Destinataria dell’atto amministrativo è la società Newpol con sede a Paderno Dugnano specializzata nella guardiania armata di importanti cantieri e non solo. Negli ultimi anni la società ha gestito gli ingressi […]

Per chi volesse approfondire la storia della Newpol si vedano:

http://davidgentilids.blogspot.com/2019/02/la-storia-di-newpol-srl-ha.html

e anche:

https://it.businessinsider.com/due-anni-di-lotte-legali-per-cacciare-limpresa-mafiosa-dai-cantieri-m4-una-vicenda-kafkiana-causata-da-una-falla-nella-legge/

Sarebbe il caso che anche la consigliera comunale Daria Castelli, presidente della Commissione Legalità e antimafia, ci buttasse un’occhio.

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Palazzo della sanità:quale futuro?

Giungono voci e indiscrezioni sul futuro della sanità a Paderno Dugnano.

Da un
lato sembra che i vertici di ASST Rhodense debbano decidere entro
dicembre come dispiegare la nuova organizzazione territoriale e
quali investimenti (o disinvestimenti) fare. Dall’altro
l’amministrazione comunale ha avviato una serie di incontri per
capire le intenzioni dell’ASST.

Ma la domanda è: perchè non avviare una vera e propria vertenza territoriale per la sanità pubblica a Paderno Dugnano? Perchè non chiamare in campo la partecipazione? Non è meglio, invece che limitarsi ai soli incontri istituzionali, coinvolgere la cittadinanza, i sindacati e le associazioni sullo stato della trattativa?

Si debbono evitare soluzioni riduttive. Non può restare tutto così come’è; nè si può accettare una finta “verniciata ai servizi “. No la soluzione che si deve trovare, e a breve, è un vero e proprio investimento per far riprendere una centralità al servizio pubblico locale. Perchè questo non diventi un’appendice della sanità privata o resti trascurato rispetto agli interessi di ASST che orienta i propri investimenti verso altri territori.

Un Presidio territoriale vero con servizi ampliati, nuovi servizi, con la presenza di Medici di Medicina Generale consorziati, con servizi specialistici e per la cure domiciliari sul modello di altri PreSST che si stanno sperimentando anche da noi (Garbagnate). Utile e innovativa sarebbe anche una vera integrazione socio-sanitaria con la presenza di assistenti sociali per la presa in carico delle persone fragili

Solo
così avranno senso gli investimenti sulla riqualificazione del
Palazzo sanità che l’amministrazione comunale deve mettere sul
tavolo. Questo hanno promesso in campagna elettorale anche i partiti
che adesso governano.

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La “nostra”ILVA

Mentre si discute del futuro industriale dell’ILVA di Taranto (e dell’Italia) voglio ricordare che la vicenda ci riguarda molto da vicino.

Anche noi abbiamo a Paderno Dugnano un pezzo di lILVA .

In questa assurda vicenda industriale sono a rischio 10.777 posti di lavoro a Taranto, Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi, Paderno Dugnano, Legnaro e Marghera.

Gli stabilimenti di ArcelorMittal Italia sono così distribuiti: a Taranto (8.277 persone), Genova (1.016), Novi Ligure (681), Milano (123), Racconigi  (134), Paderno Dugnano (39), Legnaro (29) e Marghera (52) per un totale appunto di 10.351 dipendenti. La gran parte degli operai è divisa tra Taranto (5.642), Genova (681) e Novi Ligure (469).

Ci sono poi, oltre all’indotto della filiera dell’acciaio, altre società del gruppo che saranno coinvolte; si tratta di Amis (64), Am Energy (100), Am Tabular (40), Am Maritime (222).

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Il Granelli furioso

Le
dichiarazioni di Marco Granelli, assessore ai Lavori Pubblici di Milano, come riportate
sulla pagina milanese del quotidiano La Repubblica di oggi non sono nette, come
commenta la giornalista Alessandra Corica, ma
vergognose.

Dice
il Granelli: “Noi pensaimo che ai cittadini che da decine di anni vedono i loro
quartieri allagati, dobbiamo dare riposte. Chi continua a mettere dubbi, chiedere
di riprogettare e ripensare, deve sapere che per ogni giorno che fa perdere, si
deve anche assumere la responsabilità di tenere interi quartieri e migliaia di
persone in balia delle esondazioni del Seveso con danni concreti”.

Evidentemente l’assessore Granelli si preoccupa solo del suoi elettori e dei cittadini dell’area metropolitana milanese (di Senago, Varedo, Paderno Dugnano, Bresso…) se ne “sbatte..”. Sono solo dei “rompi…”.

Non importa se numerose associazioni , Comuni, comitati, studiosi e semplici cittadini (a migliaia) considerano la scelta delle vasche di laminazione non solo penalizzanti per i loro territori ma anche inutili e dannose per Milano? Leggere, studiare, informarsi, pensare a soluzioni meno impattanti è solo una perdita di tempo!

“Su
cittadini dell’interland milanese non rompete, lasciate fare al Granelli”.