Riassumere il dibattito dentro la sinistra e dentro il PD è impossibile. Però qualcosa si muove, perfino a Paderno Dugnano, se sono vere le dichiarazioni riportate sul Notiziario in edicola questa settimana. La capogruppo del PD infatti afferma che “E’ il momento di esserci, di lasciar parlare e ascoltare, di spendersi in presenza, appoggio e attenzione, non nei salotti e neppur e nelle riunioni chiuse”. Ma che vorrà dire? Che ci sono stati troppi salotti e troppe assenze? Speriamo in un serio ripensamento su che cosa deve fare un partito della sinistra e non solo in un ennesimo cambio di facce, magari pilotato. Speriamo sia finito il tempo delle miracolose primarie che fino ad oggi hanno permesso solo di parlare di persone e mai di programmi. Non sembra così a livello nazionale. Il dibattito è ancora prigioniero della “falange” renziana.
Basta però guardarsi attorno e da molte parti della società civile (stampa, commentatori, intellettuali, associazioni, sindacato) si nota una discussione che il gruppo dirigente del PD non sembra voler fare. Perché? Forse perché ci sono, secondo il periodico L’Espresso e il filosofo Cacciari, ormai due linee: “Quelli che vogliono dar voce ai nuovi sfruttati e quelli che invece cercano voti nell’elettorato filo berlusconiano.E non ha senso continuare a convivere come separati in casa”. Anche la Sinistra Dem non sa cosa fare, come alcuni in Leu.
Interessante il convegno “Sinistra anno zero” del 7 aprile che ha visto inseme l’attuale reggente del Partito Democratico Maurizio Martina, Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di Art.1 – Mdp e dell’alleanza Leu. In platea anche Emanuele Macaluso, Cesare Damiano, …



