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I cittadini dicono no Cresce la petizione per salvare i Parchi

Dopo l’assemblea partecipata del 21 settembre ieri sera c’è stato un consiglio comunale  con una folta presenza di cittadini.

Più di 500 persone in pochi giorni hanno firmato la petizione “Salviamo il Parco di via Gorizia” che sta girando in rete. Molti cittadini erano presenti in Consiglio a sentire le interrogazioni del M5S e i balbettii del sindaco e dell’Amministrazione comunale in evidente difficoltà.

Non sono bastate le spiegazioni dell’assessore Tonello né le bugie di Bogani usciti dall’aula,  a convincere i cittadini che costruire in un parco sia una cosa buona.

Ora bisogna estendere l’informazione a tutta la città. Perché non organizzare una raccolta di firme con gazebo in tutti i quartieri?

Il tempo non sarà molto data la determinazione del sindaco a chiudere in fretta le questioni e prima che la mobilitazione dei cittadini prenda una brutta piega (per lui).

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Salviamo i parchi di Paderno Dugnano Dopo via Gorizia, quale Parco è in pericolo?

Dopo l’assemblea del 21 settembre sorgono domande e proposte. Una domanda e una riflessione è stata avanzata da Ottorino Pagani:

Variante RE3 : finirà a targhe alterne o auto elettriche? Nel corso dell’ Assemblea “RE3 – salviamo il Parco di via Gorizia” del 21 settembre ho appreso che l’area del Parco di via Gorizia e via G. Dalla Chiesa dovrebbero essere coinvolte in un “Piano di mitigazione ambientale ” conseguente all’ ampliamento della “Rho-Monza”. Ci informeremo sui dettagli del Piano, nel frattempo devo supporre che la proposta di riduzione dell’area verde del Parco (variante RE3) è figlia di dati confortanti relativi all’inquinamento di questa area. Credo opportuno che gli enti preposti pubblichino il prima possibile questi dati , sia per tranquillizzare i residenti, sia per dimostrare la concretezza delle valutazioni fatte per la definizione della variante. Tranquillizzati sull’inquinamento , mi immagino, che avremo modo di verificare che anche i dati sui flussi di traffico sono confortanti e non sarà un problema introdurre un nuovo flusso sulla (inutile…) doppia curva di via G. Dalla Chiesa.

Mi immagino anche che il  “Piano di mitigazione ambientale” prevederà una stazione fissa di rilievo dei dati di inquinamento in questa area  , e quando saranno superati i limiti, come previsto per legge, scatteranno gli opportuni allarmi. Mi risulta più difficile immaginare quali saranno le azioni conseguenti : blocco del traffico in via Dalla Chiesa nei week end e targhe alterne nei giorni feriali?  Cioè, ad esempio, il giorno di divieto delle targhe pari, queste auto come e dove verranno dirottate ? O , in alternativa, il transito sarà permesso solo alle auto elettriche?”

Due

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Lasciamo costruire nei parchi di Paderno Dugnano?

E’ un bene che forze politiche diverse, ed associazioni, si siano ritrovate nella difesa del Parco di via Gorizia e nel giudicare sbagliata una scelta dell’Amministrazione comunale che compromette un bene pubblico. E’ la prima volta che vedremo insieme M5S e PD passando per il PRC e Insieme per Cambiare in un’assemblea pubblica, convocata per domani 21 settembre al Cinema ex Splendor, per SALVARE IL PARCO DI VIA GORIZIA.  

E’ però anche un segnale che la situazione è grave e questo dovrebbe far riflettere non solo tutte le liste civiche presenti in Consiglio Comunale ma anche i principali protagonisti di questo errore incomprensibile: il sindaco Alparone e il vicesindaco Bogani. Al di là di tutte le osservazioni tecniche sulle mancanze procedurali, urbanistiche e di convenienza pubblica che questa proposta di Variante solleva; le domande a cui i cittadini sono chiamati a rispondere sono semplici nella loro drammaticità: “si può costruire residenza privata in un parco pubblico? oppure “non si deve costruire in un parco pubblico!”

Dico drammatica perché un di lemma di siffatta natura in Paderno Dugnano, negli ultimi decenni, non si è mai posto. Per fortuna. Credo che in pochissimi comuni italiani si sia posto con questa superficialità e improvvissazzione. Certo, se si fossero ascoltate nel 2013 le preoccupazioni di alcuni al momento dell’approvazione del PGT,  non saremmo oggi a questo punto: di dover difendere un parco pubblico dall’invadenza di interessi privati, suggeriti ed approvati dalla mano pubblica. Ora fermare questa scelta scellerata è decisivo perchè rappresenta, se approvata, la fine di ogni certezza di salvaguardia dei parchi esistenti. Dal giorno dopo l’approvazione della Variante Re3 chiunque potrà chiedere …

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Chi va in giostra? L'Amministrazione comunale è muta

Solitamente non mi occupo di cronaca locale e non interferisco nella normale amministrazione della cosa pubblica. E’ una questione anche di buon gusto e di cultura personale. Che non sempre viene apprezzato. Così è stato oggi, quando numerosi cittadini che ho incontrato per le vie di Palazzolo, in festa Patronale, mi hanno avvicinato per chiedere, lamentarsi e sollecitarmi a fare qualcosa. Parlo della vicenda della mancata autorizzazione al funzionamento del luna park di Palazzolo Milanese che da ieri è bloccato e inagibile. Credo che sia la prima volta, in cinquant ’anni, che i cittadini, soprattutto i bambini, non possono godere di questo divertimento tradizionale. Cosa è successo?

Perché non c’è stato un comunicato stampa dell’amminstrazione comunale (che pure ha un addetto pagato lautamente) per informare i cittadini palazzolesi? Perché il luna park non ha avuto l’autorizzazione al funzionamento? E’ vero, come dice un verbale della parziale CCV, che era tutto a posto, dal punto di vista tecnico, ma mancava solo la presenza dei funzionari comunali? Mancava il presidente della commissione comunale? Può essere questo il motivo vero? E’ vero che interpellato telefonicamente il signor Sindaco ha risposto di essere ad un matrimonio e non ha aiutato minimamente alla risoluzione del problema (se era risolvibile). E perché un assessore comunale girava per le vie di Palazzolo sparlando a destra e manca dei funzionari comunali, dei suoi colleghi di giunta nonché del sindaco?

Sono domande a cui un comunicato stampa deve rispondere. Io da parte mia ho pensato e detto ai cittadini increduli di quanto avvenuto che i veri motivi non potevano essere quelli delle chiacchiere di paese e delle fake news …

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Settembre, andiamo Le vacanze sono finite

Ha ragione Giuranna nei suoi molteplici “post”/appelli.

Non facciamoci distrarre dalla frenesia pre-elettorale e dalle manovre mascherate da proposte politiche. Non servirà e non basterà essere furbi per vincere alle prossime sfide elettorali (amministrative e politiche). Servirà radicalità e non moderazione, partecipazione e non delega, coraggio e non immobilismo. Cambiamento e non continuità.

Per questo l’unica possibile soluzione che suggerisco è rimettere al centro Paderno Dugnano e i suoi problemi. Rimettere al centro le difficoltà, i bisogni e le speranze delle persone e una politica al loro servizio. A partire dalla partecipazione come principio ispiratore di tutte le scelte locali. Basta politica come manovra.

Mi sembra che dobbiamo innanzitutto ri-prenderci cura del territorio e dello stato di salute dell’ambiente. In particolare:

  • Contrastare le scelte sbagliate sul Parco di via Gorizia e sulle altre Varianti in arrivo fino a rivedere l’intero PGT.
  • Fermare un ampliamento, comunque sconsiderato, del Carrefour e disegnare un nuovo piano del commercio insieme agli operatori locali.
  • Ripensare i servizi pubblici locali (assistenza, cultura, scuola, sanità, trasporti) in chiave solidale e di cambiamento gestionale.
  • Rimettere al centro innovazione amministrativa e lavoro vero per i giovani.
  • Riprovare a fare di Paderno Dugnano una città di sperimentazioni finalizzate al benessere cittadino.
  • Ricollocare Paderno Dugnano nell’ambito delle sfide che coinvolgono l’area metropolitana milanese.

E’ possibile farlo mettendo insieme le energie, collettive e individuali, disponibili di questa città? Anche andando oltre i tradizionali schemi e schieramenti? Staremo a vedere ma non resteremo passivi.

Credo che numerose persone vivano con sconforto l’inadeguatezza di un’opposizione solo consiliare (che lascia indifferente la città) e la scomparsa di qualsiasi proposta “comunitaria”, così come la presenza di …