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Io non voto il 22 ottobre Appello per l'astensione attiva

Ricevo il seguente comunicato stampa del PRC – Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano,che rilancio:

REFERENDUM AUTONOMIA: la Sinistra milanese insieme per l’Astensione Attiva. Non aderire e non partecipare.

 Sabato 14 ottobre e domenica 15 ottobre nelle piazze.

Il 22 ottobre i cittadini lombardi saranno chiamati al voto sul quesito posto dalla Regione Lombardia, con cui si chiedono allo stato ‘autonomia e maggiori poteri’. Una richiesta possibile in qualunque momento perché già disciplinata dalla Costituzione, a patto di rispettare i doveri inderogabili di solidarietà, economica, politica e sociale.

La sinistra dell’Area metropolitana Milanese: Art. 1-Mdp, L’Altra Europa, Ass. Costituzione Beni Comuni, Ass. NonunodiMeno, Milano in Comune, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Italiana, unitariamente si schiera per l’ASTENSIONE ATTIVA.

Sabato 14 ottobre e domenica 15 ottobre, la Sinistra dell’Area Metropolitana milanese, promuove insieme nelle piazze e nei mercati momenti di informazione per promuovere le ragioni dell’ASTENSIONE ATTIVA: il 22 ottobre non votare significa, quindi, non legittimare in alcun modo sotto il profilo politico e istituzionale un’operazione inutile e costosa. Astenersi, e spiegare le ragioni della propria astensione, diventa un segnale di civiltà politica.

Ci rivolgiamo alle cittadine e ai cittadini, affinché il 22 ottobre con la propria ‘non partecipazione al voto’ vi sia un importante segnale di rifiuto delle logiche con le quali viene oggi, e da più di 20 anni, governata la nostra Regione.

Banchetti e volantinaggi saranno presenti in tutti i municipi di Milano.

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Firma la petizione Continua la raccolta firme

 

Continua e si estende la raccolta firme “Salviamo il Parco”.Cittadini, associazioni, partiti di opposizione  e singole persone stanno raccogliendo firme in tutta la città e proseguiranno anche con gazebo nelle piazze  e nelle feste a venire. Speriamo che questo serva ad aprire gli occhi anche a quelle Liste civiche presenti in consiglio comunale che non dovrebbero avere interessi  particolari e politici da difendere. Ci auguriamo che serva  anche al sindaco e alla giunta comunale a capire che questa scelta di costruire in un Parco pubblico è  sbagliata e quindi è da rivedere.

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I cittadini dicono no Cresce la petizione per salvare i Parchi

Dopo l’assemblea partecipata del 21 settembre ieri sera c’è stato un consiglio comunale  con una folta presenza di cittadini.

Più di 500 persone in pochi giorni hanno firmato la petizione “Salviamo il Parco di via Gorizia” che sta girando in rete. Molti cittadini erano presenti in Consiglio a sentire le interrogazioni del M5S e i balbettii del sindaco e dell’Amministrazione comunale in evidente difficoltà.

Non sono bastate le spiegazioni dell’assessore Tonello né le bugie di Bogani usciti dall’aula,  a convincere i cittadini che costruire in un parco sia una cosa buona.

Ora bisogna estendere l’informazione a tutta la città. Perché non organizzare una raccolta di firme con gazebo in tutti i quartieri?

Il tempo non sarà molto data la determinazione del sindaco a chiudere in fretta le questioni e prima che la mobilitazione dei cittadini prenda una brutta piega (per lui).

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Lasciamo costruire nei parchi di Paderno Dugnano?

E’ un bene che forze politiche diverse, ed associazioni, si siano ritrovate nella difesa del Parco di via Gorizia e nel giudicare sbagliata una scelta dell’Amministrazione comunale che compromette un bene pubblico. E’ la prima volta che vedremo insieme M5S e PD passando per il PRC e Insieme per Cambiare in un’assemblea pubblica, convocata per domani 21 settembre al Cinema ex Splendor, per SALVARE IL PARCO DI VIA GORIZIA.  

E’ però anche un segnale che la situazione è grave e questo dovrebbe far riflettere non solo tutte le liste civiche presenti in Consiglio Comunale ma anche i principali protagonisti di questo errore incomprensibile: il sindaco Alparone e il vicesindaco Bogani. Al di là di tutte le osservazioni tecniche sulle mancanze procedurali, urbanistiche e di convenienza pubblica che questa proposta di Variante solleva; le domande a cui i cittadini sono chiamati a rispondere sono semplici nella loro drammaticità: “si può costruire residenza privata in un parco pubblico? oppure “non si deve costruire in un parco pubblico!”

Dico drammatica perché un di lemma di siffatta natura in Paderno Dugnano, negli ultimi decenni, non si è mai posto. Per fortuna. Credo che in pochissimi comuni italiani si sia posto con questa superficialità e improvvissazzione. Certo, se si fossero ascoltate nel 2013 le preoccupazioni di alcuni al momento dell’approvazione del PGT,  non saremmo oggi a questo punto: di dover difendere un parco pubblico dall’invadenza di interessi privati, suggeriti ed approvati dalla mano pubblica. Ora fermare questa scelta scellerata è decisivo perchè rappresenta, se approvata, la fine di ogni certezza di salvaguardia dei parchi esistenti. Dal giorno dopo l’approvazione della Variante Re3 chiunque potrà chiedere …

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Si allo “Ius soli” Campo Progressista lancia una petizione

Ricevo da Campo Progressista il seguente comunicato stampa che informa di una petizione on line destinata al Governo e al Senato per sollecitare la calendarizzazione e l’approvazione della proposta di legge sulla nuova cittadinanza senza ulteriori attese e prima dello scadere della legislatura. In meno di un giorno si sono raccolto oltre 2300 adesioni e sono in costante crescita.


A questo indirizzo è possibile aderire all’appello che recita:

“La democrazia e’ basata sulla necessita’ che tutti coloro che garantiscono l’esistenza socio economica dello Stato partecipino alle sue scelte attraverso il diritto di voto. In quest’ottica pensiamo che l’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza sia un’azione necessaria per garantire una reale democrazia e per sottolineare l’importanza dei diritti civili, politici e sociali nel nostro paese.
lo “ius soli” non e’ una norma qualunque, e’ una legge che avvicina il paese reale al paese legale perché’ fotografa e riconosce la realtà’ di uno Stato in cui vivono circa un milione di ragazze e ragazzi nati e cresciuti in Italia, ragazzi che sono italiani di fatto ma stranieri per legge. Un milione di persone che crescono, studiano, costruiscono con noi la cultura di domani, lavorano, si occupano delle nostre famiglie e pagano le tasse, ma che in base alla legge 91/92 non sono italiane. Un principio questo che nei fatti impedisce a molti di fruire di una serie di diritti e mina i principi di eguaglianza.
Siamo convinti che questi ragazzi non possano più essere considerati “gastarbeiter” socialmente provvisori a vita, bensì persone chiamate a dare il loro apporto alla costruzione di una comunità ampia.
Crediamo che la cittadinanza sia la sola
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