
Cap.2 della riflessione di Ottorino Pagani:
“L’allarme sullo stato del pianeta non è cosa recente, ma il 1972 è l’anno in cui si è scatenato il più grande dibattito sul futuro dell’umanità grazie alla pubblicazione del libro “I limiti dello sviluppo” (presentazione del libro: 2 marzo 1972).
Un report sullo
stato del pianeta Terra commissionato dal Club di Roma (un’associazione di
scienziati, umanisti ed imprenditori legati dalla comune preoccupazione per la
situazione mondiale), che è diventato un
best seller tradotto in più di 30 lingue. Il prossimo anno festeggeremo il
cinquantesimo di questo documento e, amaramente, ci ritroveremo a ripetere
quanto ha detto il segretario generale del Club di Roma in occasione del
cinquantesimo di fondazione del club stesso (aprile 1968): “Purtroppo la gravità
della situazione è tale per cui la reazione che c’è oggi è del tutto
insufficiente. E’ necessaria una grande mobilitazione perché non possiamo più girare
attorno al concetto che era alla base di “I limiti dello sviluppo” e a
tantissimi altri report: il modello economico che conosciamo non è assolutamente
adeguato alla realtà odierna e va cambiato”.
Cioè, si ripropone
il tema della contraddizione di fondo nei nostri comportamenti in questi ultimi
50 anni di conoscenza del problema e che i cambiamenti climatici in corso ci
hanno spesso riproposto in modo concreto e evidente. Una contraddizione
evidenziata in questi anni da numerosi “grilli parlanti”, nel post precedente
ho riportato un riflessione di E. Severino, di seguito riporto quella di G.
Bocca :
- Giorgio Bocca
(Espresso n. 40 del 5 ottobre 2000): “Ci sono in questo cupio dissolvi delle
contraddizioni che la psicosi non riesce più
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