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Mentre a Milano 600 sindaci hanno accolto Liliana Segre, in molti comuni si susseguono manifestazioni di amicizia e riconoscenza verso una instancabile testimone di memoria.
Paderno Dugnano, dopo averle concesso la cittadinanza onoraria, oggi consegnerà una Calderina alla memoria ad „Ada e Angelo Pozzi per il valore e il coraggio dimostrato dando ospitalità, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, alla Senatrice Liliana Segre quando lei, allora 13enne, era ricercata e perseguitata dai militari nazisti perché ebrea“
A Sesto San Giovanni, il sindaco che le ha negato la cittadinanza con pretesti, non ha retto alla brutta figura fatta e si è visto “costretto” a partecipare alla manifestazione dei sindaci a Milano. Ma nella sua città l’associazione Ventimila Leghe non ha dimenticato. Ha creato una maglietta speciale, per ricordar che «Liliana Segre ha a che fare con la storia di Sesto» e che la sua cittadinanza onoraria, non concessa dal centrodestra, riguarda tutti noi.
Ha creato una maglietta con la scritta «SEGREghiamo l’odio» sul davanti, mentre sulle spalle è stata riportata una frase che Moni Ovadia ha rivolto proprio al sindaco Roberto Di Stefano durante un confronto televisivo: «La cittadinanza onoraria non onora la persona che la riceve ma la città che la elargisce.
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Il
12 dicembre si celebra il 50° anniversario
della strage di piazza Fontana, che causò 17 morti e diede
avvio al periodo stragista della “strategia della tensione”. Seguirono la strage di piazza
della Loggia a Brescia (8 morti), quella dell’Italicus (12 morti)
e quella della stazione di Bologna (85 morti). Un disegno volto a
destabilizzare il paese per fermare le lotte studentesche del ’68 e quelle
operaie dell’Autunno caldo del ’69.
La
strage fu compiuta da terroristi dell’estrema destra, collegati con apparati
statali e sovranazionali, i quali però non sono mai stati perseguiti.
Il 15 dicembre è il 50° anniversario della morte di Giuseppe Pinelli, 18° vittima di Piazza Fontana, partigiano e anarchico, morto innocente dopo essere stato trattenuto illegalmente per oltre 48 ore, precipitando dal quarto piano del palazzo della Questura di Milano.

Altre iniziative:
Giovedì 12 dicembre con inizio alle 15,45 da Piazza della Scala. Celebrazioni ufficiali con il corteo che si concluderà in piazza Fontana con la posa delle corone e gli interventi conclusivi
Giovedì 12 dicembre con inizio alle 18,30 in Piazza Cavour. “Piazza Fontana: strage di Stato, mano fascista”, corteo promosso da forze politiche, associazioni, reti e movimenti
Sabato 14 dicembre alle ore 10.00 al Cinema Anteo. Incontro con Claudia Pinelli e Silvia Pinelli e proiezione del video dello spettacolo Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo
Sabato 14 dicembre con inizio da Piazza Fontana alle ore 14,00. Catena musicale per il 50° dell’assassinio di Giuseppe Pinelli e della strage di Piazza Fontana.Il percorso si svilupperà da Piazza Fontana per poi passare da Piazza Beccaria, Galleria del Corso, Corso Vittorio Emanuele, Via San Pietro all’Orto, Via Bigli, …

(foto dell’Archivio del Corriere della Sera)
Del 12 dicembre 1969 ricordo poco, ma del 15 dicembre ricordo ancora i funerali in piazza Duomo insieme a una marea silenziosa e composta di persone, in una giornata grigia e ammutolita. Avevo 16 anni e frequentavo il terzo anno del Liceo classico Omero, a Bruzzano. Come molti giovani di allora cercavo di capire cosa stava succedendo. E seguivo con emozione le illusioni e le speranze dei giovani e giovanissimi di quegli anni. Il 68 era già scoppiato, almeno sui media, pochissimo o nulla in Paderno Dugnano. E mi aiutava a capire il movimento degli studenti della mia scuola.
Quella bomba cambiò la mia percezione del mondo. Capii o meglio intuii che la battaglia per le idee di uguaglianza e progresso, per una scuola migliore e meno ossificata nelle nozioni e più aderente alla realtà del paese che cambiava, poteva essere rischiosa. Avvertimmo che in Italia si muovevano forze oscure e anche sanguinarie.
L’incontro con il movimento operaio, il movimento della controinformazione (“La strage è di stato”) e il dolore e lo sgomento delle persone in piazza sotto la pioggia ci fecero capire immediatamente da che parte stare. Ai funerali capii e capimmo che il castello delle accuse mediatiche e statali per “sbattere il mostro in prima pagina” era possente.
ma fasullo. Era in corso una campagna violenta prima contro Pinelli e poi contro Valpreda.
Dopo quel giorno seguirono anni di strategia della tensione, spesso ignorata, deviata, coperta. Seguirono altri attentati, altri morti e altri feriti. Ma la sinistra (anche quella chiamata extraparlamentare) aveva ragione: c’era in atto una strategia della tensione contro il …

3.SICUREZZA DEI PONTI
Dissesto idrogeologico. E noi? Mi ha colpito l’articolo di L. Lana in un suo articolo su IL Giorno del 26 novembre dove annuncia che a Sesto San Giovanni ci sarà un check-up di dodici cavalcavia per avviare eventuali interventi. E a Paderno Dugnano?
Non si vuole certo creare allarmi o allarmismi ma solo domande. Da molte fonti di stampa abbiamo appreso, in questi mesi, che anche alcuni viadotti della MI-MEDA erano tra quelli più a rischio. Certo erano 4 ed erano tutti identificati e monitorati. Nessuno nel nostro territorio e questo in parte ci tranquillizza per la “nostra responsabilità di comunità”. Ma non ci deve far calare l’attenzione.
Dopo quanto è successo in questi giorni in diverse località italiane e non solo per il crollo del viadotto della A26 non è il caso di rendere pubblico ed informare su quali rischi idrogeologici ci sono nella nostra città? Quali sono le aree a rischio? Esiste una mappatura che evidenzi i luoghi più esposti? E quali sono le indicazioni fornite alla Protezione civile e soprattutto ai cittadini?
4.EX SNIA VAREDO
Nelle settimane scorse c’è stato un sopralluogo congiunto sull’area ex-Snia organizzato dalla Commissione speciale
Antimafia e dalla Commissione regionale Ambiente e protezione civile del
Consiglio regionale della Lombardia. Dopo gli interventi massicci delle forze
dell’ordine di giugno, la situazione della
sicurezza è nettamente migliorata.
In questo momento i rifiuti
accumulati nei capannoni e sequestrati sono accessibili e su questo deve
intervenire la proprietà che è stata
sollecitata. Il rischio incendio per autocombustione è minimo, data la natura del materiale accumulato, ma resta
la possibilità di incendi dolosi. Come osservano …