La “nostra”ILVA

Mentre si discute del futuro industriale dell’ILVA di Taranto (e dell’Italia) voglio ricordare che la vicenda ci riguarda molto da vicino.

Anche noi abbiamo a Paderno Dugnano un pezzo di lILVA .

In questa assurda vicenda industriale sono a rischio 10.777 posti di lavoro a Taranto, Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi, Paderno Dugnano, Legnaro e Marghera.

Gli stabilimenti di ArcelorMittal Italia sono così distribuiti: a Taranto (8.277 persone), Genova (1.016), Novi Ligure (681), Milano (123), Racconigi  (134), Paderno Dugnano (39), Legnaro (29) e Marghera (52) per un totale appunto di 10.351 dipendenti. La gran parte degli operai è divisa tra Taranto (5.642), Genova (681) e Novi Ligure (469).

Ci sono poi, oltre all’indotto della filiera dell’acciaio, altre società del gruppo che saranno coinvolte; si tratta di Amis (64), Am Energy (100), Am Tabular (40), Am Maritime (222).

Il Granelli furioso

Le
dichiarazioni di Marco Granelli, assessore ai Lavori Pubblici di Milano, come riportate
sulla pagina milanese del quotidiano La Repubblica di oggi non sono nette, come
commenta la giornalista Alessandra Corica, ma
vergognose.

Dice
il Granelli: “Noi pensaimo che ai cittadini che da decine di anni vedono i loro
quartieri allagati, dobbiamo dare riposte. Chi continua a mettere dubbi, chiedere
di riprogettare e ripensare, deve sapere che per ogni giorno che fa perdere, si
deve anche assumere la responsabilità di tenere interi quartieri e migliaia di
persone in balia delle esondazioni del Seveso con danni concreti”.

Evidentemente l’assessore Granelli si preoccupa solo del suoi elettori e dei cittadini dell’area metropolitana milanese (di Senago, Varedo, Paderno Dugnano, Bresso…) se ne “sbatte..”. Sono solo dei “rompi…”.

Non importa se numerose associazioni , Comuni, comitati, studiosi e semplici cittadini (a migliaia) considerano la scelta delle vasche di laminazione non solo penalizzanti per i loro territori ma anche inutili e dannose per Milano? Leggere, studiare, informarsi, pensare a soluzioni meno impattanti è solo una perdita di tempo!

“Su
cittadini dell’interland milanese non rompete, lasciate fare al Granelli”.

Cambio della guardia al Parco Nord

Comunicato stampa del Parco Nord:

“Nella seduta della Comunità del Parco del 29 Ottobre i Sindaci e i  loro delegati hanno nominato i nuovi membri del Consiglio di Gestione raccogliendo  le proposte provenienti dai soci del Parco.

Sono stati così votati all’unanimità i membri del Consiglio di Gestione del Parco Nord Milano: Acunzo Giovanna e Andrea Fanzago, indicati dal Comune di Milano; Marzio Marzorati indicato da Città Metropolitana; Bruna Vailati indicata dal Comune di  Cinisello Balsamo.

Sono rimaste in sospeso le nomine del
rappresentante regionale e di quella congiunta delle organizzazioni agricole
che non hanno fatto pervenire in via definitiva i nominativi dei designati.

Con separata votazione è stato eletto
Presidente del Parco il rappresentante della Città Metropolitana sig. Marzio
Marzorati.

Il Presidente uscente Prof. Roberto Cornelli,
dopo aver  ringraziato i componenti del Consiglio di Gestione uscente,
Chiara Bisconti, Andrea Fanzago, Marzio Marzorati  e Enzo Marchiori. per
l’ottimo lavoro svolto, ha rivolto al suo successore i più sinceri complimenti
per l’elezione e gli auguri di buon lavoro nella certezza che la precedenza
esperienza di consigliere del Parco si dimostrerà preziosa e fondamentale per
proseguire il cammino di sviluppo che loo stesso ha intrapreso verso gli
orizzonti tracciati dalla legge regionale 28 da un lato e dal progetto
ForestaMi dall’altro.

Il neoeletto Presidente Marzio Marzorati non
senza emozione ha dichiarato ”Mi sento  molto onorato sia della partecipazione
al Consiglio in questi ultimi due anni e mezzo con la guida sapiente di Roberto
Cornelli  sia ora di assumere la responsabilità di Presidente. Vorrei
esprimere, prima di tutto, un ringraziamento ai Presidenti che mi hanno
preceduto per la loro passione e per aver …

Ancora le vasche…

Pubblichiamo il comunicato stampa del “Comitato torrente Seveso”, e di seguito quello di numerose Associazioni del 24 ottobre in merito agli eventi metereologici del 21 ottobre che hanno provocato allagamenti a Milano. Si contestano in particolare le mancate scelte sul disinquinamento del torrente e quelle devastanti sulle vasche di laminazione.

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE….(2)

“A conforto di quanto evidenziato nel comunicato stesso, riportiamo le nostre osservazioni sullo stato del Seveso lo scorso 21 ottobre:

– livello dell’acqua  a Paderno Dugnano alle ore 11.30 e 16.30:

  — circa 30/40 cm nel percorso prevalente; emergono ancora pietraie nelle aree esterne, sia sul ponte di Paderno che su quello di Dugnano

  — allo snodo dello scolmatore di Palazzolo: deflusso regolare a piena portata nello scolmatore con chiusura parziale (2/3 ) delle paratie

Sembra confermato che, dopo la chiusura del depuratore e la deviazione delle acque reflue di Varedo verso Rho, la portata del Seveso si è sensibilmente ridotta anche in caso di forti precipitazioni; nel periodo di assenza di piogge il “Seveso” a Paderno potrebbe definirsi un “ruscello”. Diventa difficile dimostrare che l’allagamento di Milano  dipende dalla scarsa portata del “torrente Seveso” registrata il giorno 21 ottobre a valle dello scolmatore….”

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE….(1)

“Inutile sottolineare quanto disagio comportino le esondazioni del torrente Seveso per i cittadini di Niguarda, e non solo, costretti a subirle da più di 40 anni senza che nessuna soluzione concreta sia mai stata realizzata. Qual è il motivo di queste inadempienze?

Negli scorsi
giorni abbiamo inoltre assistito a una vera propria alluvione su tutto il
nostro territorio (è caduto circa il