
Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione in continuità con il suo post del 29 settembre (il grillo parlante.1):
“L’autunno è tempo di “bilanci” per i politici con responsabilità di “governo”; e in tempi di emergenza, ad esempio quella climatica, abbiamo bisogno di “politici coraggiosi” per produrre i cambiamenti necessari al superamento dell’emergenza.
A
mio avviso, un “politico coraggioso” è stato Robert Kennedy;
riporto di seguito un estratto del suo discorso, tenuto il 18 marzo
1968 , presso l’università del
Kansas, tre mesi prima di essere assassinato:
“Non troveremo mai un fine per la nazione ne’ una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, ne’ i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo.
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle . Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’ intelligenza del nostro …



