Una sequenza di errori e improvvisazioni che, a metterle in fila, danno i brividi. Prima MDP lascia la maggioranza di governo poi il segretario del PD annuncia al mondo che non vuole più Visco alla Banca d’Italia e il governo invece lo conferma. Napolitano vota la legge elettorale criticando le “indebite pressioni”.
Seguono 5 voti di fiducia e l’addio di Grasso che lascia il gruppo del PD. Poi ancora il ministro e vicesegretario del PD (come dire colui che può fare e non solo dire) Martina, annuncia al mondo che l’aumento dell‘età pensionabile di ulteriori 5 mesi non sa da fare e intanto non fa nulla.
E ora la ciliegina sulla torta delle elezioni regionali siciliane. Tutto bene, tutto ok. Nessun ripensamento avanti così contro il muro. Poi la colpa sarà di altri e non della propria dabbenaggine. Cominciano ad accorgersene dentro il PD anche quelli che stanno sempre col capo. Adesso che i collegi (e i posti) sono davvero a rischio forse è meglio una coalizione. Se ne lamenta anche Gori.
Ma, per carità, senza rimproverarsi nulla. E‘ andato tutto benissimo. Se qualcuno vuole portare voti all’altare del jobs act, della buona scuola, dei bonus sprecati, del mancato ius soli e del mancato testamento biologico venga pure. Ma si può ragionare davvero così? Fuori dal PD, anche la stampa più ragionevole (si vedano i consigli inascoltati di Scalfari, Mauro e Giannini) ormai non sa più come dirlo a Renzi: fatti da parte o almeno inverti la rotta. Oggi consiglio la lettura dell’Huffington Post sugli umori della stampa europea e dell’Economist in particolare, noto giornale estremista e sovversivo.
The Economist …



