Il Sindaco risponde a Rubagotti Sul "consigliere aggiunto" e gli "attestati di civica cittadinanza"

 

hqdefaultRicevo da Gianni Rubagotti il seguente comunicato stampa:

Paderno Dugnano, 27-12-2016 – Il Sindaco Marco Alparone ha risposto oggi alle 2 petizioni sul consigliere aggiunto e sugli attestati di civica cittadinanza consegnate il 26 novembre scorso dall’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan” in collaborazione col consigliere Marelli (socialista eletto nel PD) e Andrea Varisco (5 stelle). “L’Amministrazione Comunale di Paderno Dugnano ha sempre dimostrato attenzione ai processi di integrazione, favorendola con progetti concreti sia in ambito sociale sia in ambito culturale. Le proposte da Lei suggerite e sottoscritte da altri nostri concittadini, sulla scorta dell’esperienza del Comune di Parma cui si fa riferimento, implicano preliminarmente la modifica di statuto e regolamenti comunali di competenza del civico consesso. Sicuramente sono temi che potranno essere valutati nel corso dell’esame del regolamento della partecipazione.”.

Regolamento di cui il Sindaco aveva annunciato la presentazione a breve alla commissione consiliare competente il 29 settembre scorso in risposta a una petizione per l’istituzione dei consigli di quartiere.

A Parma il consigliere aggiunto eletto dalle comunità straniere ha diritto di parola, ma non di voto. Questa figura è stata prevista dallo Statuto Comunale ed è stata istituita al fine di garantire ai cittadini stranieri residenti nel territorio comunale, senza cittadinanza italiana, il diritto di eleggere una propria rappresentanza in consiglio comunale. Il Consigliere partecipa alle sedute del consiglio comunale con diritto di parola sugli argomenti iscritti all’ordine del giorno. L’obiettivo dell’Amministrazione, attraverso le modifiche allo statuto, è stato quelle di favorire la partecipazione e dare voce anche alla comunità di stranieri residenti a Parma. La sua elezione è frutto di un percorso che ha …

Bilancio si, ma partecipato Gli esempi di Cormano e Bollate

big_2962Continua il nostro sguardo sui modelli di partecipazione istituzionale che diversi comuni cercano di sperimentare. Questa volta informiamo dei progetti di Cormano e di Bollate che, in dicembre, hanno avviato i loro  percorsi partecipativi. Due esperienze molto diverse ma interessanti. Ai lettori approfondire. Partiamo da Cormano che mette l’accento sul carattere culturale della n sua sperimentazione. Ecco il comunicato stampa del 9 dicembre.

 

“Più che un bilancio partecipativo, “Bilancio in Comune” è un progetto culturale che permetterà ai cittadini di sperimentare cosa significa amministrare un comune, proponendo, discutendo, ponderando e infine decidendo cosa è realmente importante per la città, da finanziare con le risorse di tutti.
I cittadini e l’Amministrazione insieme per progettare la propria Cormano.
Da oltre un mese nel Comune si sta lavorando sodo per un importante obiettivo: realizzare anche a Cormano il bilancio partecipativo.
A partire dalla prossima primavera, infatti, tutti i residenti dai 16 anni in su saranno chiamati a raccolta per partecipare ad un percorso di deliberazione dove decidere come investire sul territorio una quota del bilancio comunale.
Più che un bilancio partecipativo, “Bilancio in Comune” è un progetto culturale che permetterà ai cittadini di sperimentare cosa significa amministrare un comune, proponendo, discutendo, ponderando e infine decidendo cosa è realmente importante per la città, da finanziare con le risorse di tutti.
Il percorso di partecipazione sarà semplice e si articolerà in 3 fasi, a partire da marzo fino ad ottobre:
1) i cittadini potranno fare le loro proposte di investimento e dovranno cercare supporter tra i propri concittadini per portarle avanti;
2) le proposte più condivise saranno progettate con il contributo dei tecnici comunali …

Natale in fabbrica Gli operai dell’Alstom di Sesto San Giovanni

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Ci sono tanti modi per vivere un Natale. Per gli operai dell’Alstom di Sesto San Giovanni, come per altre realtà produttive del milanese, un modo non proprio felice per trascorrere ore che per molti invece sono di serenità. Per conoscere questa realtà invito a leggere l’articolo di  Piero Bosio “Licenziati ma siamo ancora qua”, sul sito di Radio Popolare del 25 dicembre 2016.

Lo scontento dei giovani democratici E quelli di Paderno cosa dicono?

gd_linksitogenerico-400x250Qualcuno forse storcerà il naso ma noi non siamo abituati a nascondere la realtà. Per questo diamo voce all’appello dei giovani Pd: perché vogliamo un altro PD. Non tutti sono ripiegati o sdraiati sulle politiche governative “a prescindere” da come sono e da come funzionano. Quando si fanno delle cose bene si applaude, quando le riforme non convincono si critica. Oggi a criticare sono molti giovani democratici del PD. Dovremmo nasconderlo? Non dobbiamo ascoltarli? Sono gufi anche loro? Aprire gli occhi e le orecchie è il solo modo per aprirsi all’ascolto di quello che dicono gli altri che non sono d’accordo con noi. Troppo facile ascoltare quelli che invece ci applaudono. C’è una sostanziale differenza tra propaganda e politica che, forse, non tutti sono in grado di cogliere. Se ripubblico il testo della lettera non è per far polemica con un Ministro ma per carcere di capire il malessere di una generazione che scrive al suo ministro  partendo da considerazioni che vanno ascoltate. Anche a Paderno Dugnano. Di seguito il testo della lettera:

* * *

“Al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti indirizziamo questa lettera che non avremmo mai voluto scrivere, ma che ormai, di fronte alle sue parole, non possiamo più trattenere.

Le sue recenti dichiarazioni riguardanti una certa categoria di giovani che sarebbe meglio perdere che trovare ci hanno lasciati a dir poco basiti. A nulla sono servite scuse e rettifiche, perché quello che per lei potrà rappresentare un piccolo “inciampo” politico, per la nostra generazione rappresenta invece una dolorosa quotidianità.

Sì perché lei è stata, con quelle affermazioni, l’ennesima persona che ha trattato con leggerezza e superficialità …

Casa Agape L'energia per stare insieme

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Ricevo da Jacopo Cristini della Coop.Caf2 un appello, di Don Ettore Dubini  e della Direzione della cooperativa, per una raccolta di fondi (fundraising 2016-2017) con lo scopo di finanziare il progetto Casa Agape “L’energia per stare insieme””Casa Agàpe è una piccola comunità di persone adulte alle quali viene offerta la possibilità di vivere una vita autonoma fuori di casa, di fare un’esperienza che in futuro potrebbe assicurare loro una vita “migliore” e alle loro famiglie una prospettiva serena per il “dopo di noi”. Casa Agàpe è un servizio per la comunità che si auto-sostiene solo attraverso le rette delle famiglie e non riceve altro tipo di sovvenzioni. Per questo motivo ci rivolgiamo agli amici della cooperativa perché ci aiutino a dare a Casa Agàpe l’energia per stare insieme.”

Casa Agape, come la  Coop.CAF2(1985) , la Coop. Emmaus (1986) e il  Centro diurno Ein Karem (2004) fa parte delle numerose iniziative solidali nate grazie alla forza straordinaria  di Don Ettore Dubini, dal 1974 al 2007 attivo animatore pastorale delle parrocchie di Palazzolo e del Villaggio Ambrosiano e ora attivissimo nei territori di Erba.

“Vi invitiamo perciò caldamente ad alcuni eventi che stiamo organizzando durante i quali sarà possibile realizzare una raccolta fondi e nello stesso tempo rinforzare le relazioni con tutti coloro che – individui, associazioni, imprese – credono nell’importanza del nostro operato e ci vogliono sostenere. Vi salutiamo e vi ringraziamo anticipatamente per il vostro sostegno regalandovi un bellissimo proverbio Africano,“Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.

Ecco le modalità per sostenere il progetto:

1.bonifico bancario sul conto corrente del Credito Valtellinese, …