Dicono di noi..

Dal sito “Dialogonews” di ieri. Si parla ancora del ponte sulla via Camposanto:

Paderno, rischi per la viabilità sul ponte rifatto di via Camposanto: chiusura parziale per le riparazioni?

PADERNO – Non c’è tregua per il ponte di via Camposanto e via Battisti, rifatto dopo due anni di lavori ed ora con problemi di tenuta dei giunti tanto che ci sono stati due interventi riparatori il 10 e 20 gennaio scorsi. Ora, dopo le numerose segnalazioni degli automobilisti, che al loro passaggio sentono “strani cigolii”, si sta pensando di intervenire ancora sul ponte per verificare la tenuta dei giunti.

Sui social ci sono molti commenti di critica sull’esecuzione dei lavori e si mette sotto accusa la giunta Casati per non avere controllato con i tecnici l’esecuzione dei lavori e la garanzia che tutto fosse in ordine, senza rischi che ci possano essere incidenti. La battuta di una cittadina racchiude tutta la tristezza di questa opera, frutto di due anni di lavori con molti disagi per i cittadini, costi ed ora malfunzionante: “Le piramidi hanno tremila anni eppure sono integre; com’è possibile che un ponte nuovo presenti tutti questi difetti? Cosa aspetta l’opposizione a presentare una denuncia alla Procura?“. Ci sono automobilisti che per paura di crolli non passano più sul ponte.

Dopo la segnalazione degli automobilisti sono intervenuti sul ponte la polizia municipale, l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Rossetti ed i tecnici comunali. La decisione sembra essere di limitare il traffico su una corsia per dare modo d’intervenire a rinforzare i giunti di ancoraggio che provocano rumore.”

Una buona riflessione..

“Ieri mattina assemblea annuale ANPI Paderno, tanti interventi e spunti per nuovi progetti! Anche tanta preoccupazione per la situazione nazionale ed internazionale ma con un sano ottimismo antifascista, avanti così!” questo il commento di Rita Magnani.

L’ANPI e “le buone cose di pessimo gusto”

L’ANPI di Paderno richiama la nostra attenzione al rispetto della Costituzione e ai temi della pace in difesa dell’umanità e del pianeta. Fa bene l’ANPI a sottolineare i valori a fondamento della nostra convivenza e la gravità dei problemi attuali.

L’attenzione alle nostre cose locali non è infatti divisibile da quelle della democrazia, della libertà, del destino europeeo e del pianeta.

Non si può avere a cuore solo la qualità del marciapiede sotto casa e disinteressarsi della qualità della democrazia italiana. Non si può (e non si deve) alimentare un sentimento antipolitico delle piccole cose, perchè tanto le grandi non ci toccano direttamente e non interessano. Non è così. Il desiderio della pace, l’attenzione al pianeta, la voglia di partecipare sono gli stessi sentimenti che ci motivano nel prenderci cura della città.

Non si può coltivare il menefreghismo istituzionale (astensione), alimentare l’antipolitica, denigrare i partiti, invocare l’uomo forte e poi pensare di poter avere ancora un ruolo, poter partecipare, poter contare nel destino della propria vita.

Ho pensato al poeta Guido Gozzano, mentre rileggevo l’appello dell’ANPI di Paderno Dugnano. E mi è sembrato di vedere un rischio di contrapposizione tra l’attenzione alle piccole buone cose del quotidiano e i grandi valori della democrazia e della libertà. Da un lato il pragmatismo e la concretezza vicine e dall’altro l’ideologia dei valori, lontani.

Non è così l’ossigeno democratico è indispensabile per poter vivere anche nel quotidiano. Certo è utile occuparsi anche della cacca dei cani, dell’uncinetto e dei treni che devono arrivare in orario. Ma ricordando sempre che quando i treni arrivavano in orario, c’era un aria nera che soffocava la vita …

Comunità energetiche (4)

Articolo di Ottorino Pagani:

Non disturbate i “manovratori”.

Favorire le Comunità Energetiche Rinnovabili, che devono avere come attività primaria il perseguimento di obiettivi sociali e ambientali, dovrebbe essere una priorità nazionale per i riflessi che hanno sulla sostenibilità e indipendenza energetica del Paese. Ci sono però aspetti della complicata normativa italiana che limitano molto le possibilità di queste “aggregazioni” di diventare veri soggetti attivi nell’infrastruttura energetica del futuro. Per incentivare le CER il legislatore italiano ha previsto interventi che sembrano condizionati dall’intento di mantenere lo status quo del mercato elettrico piuttosto di costruire nuovi soggetti, a beneficio degli utenti e del Paese. Di seguito alcune considerazioni sugli “interventi per non disturbare i manovratori” previsti dal Decreto.

-Si incentiva l’autoconsumo virtuale, per cui si congela tutto il sistema distributivo e funzionale del mercato elettrico, in modo da essere certi che in qualche modo le CER non possano trasformarsi in concorrenti degli attori del mercato a monte. Le linee sino ai contatori e i contatori all’interno della Comunità Energetica rimangono in carico ai distributori attuali. Anche le bollette ai membri delle CER rimangono invariate, salvo la riduzione in bolletta ai “prosumers” per l’energia da loro stessi auto-consumata. È una soluzione che sembra mediaticamente attraente: come infrastruttura di rete non devi cambiare niente, i membri che aderiscono a una CER non devono fare nulla, salvo eventualmente contribuire all’acquisto dei generatori rinnovabili. (Ovviamente dovranno fare bene i conti per capire in quanto tempo si rientra dell’investimento).

-La tariffa incentivante tende a scoraggiare impianti con maggiore potenza: la tariffa riconosciuta dal Gse per 20 anni dalla data di entrata in esercizio di …