
Ieri sciopero dei lavoratori del gruppo Arcelor Mittal in tutta Italia. Anche a Paderno Dugnano i lavoratori del deposito di via Pasubio hanno aderito alla manifestazione di protesta contro il piano industriale che prevede circa 5.000 licenziamenti. Di seguito l’articolo del quotidiano IL GIORNO.
Ex Ilva, Paderno trema: “Temiamo tagli anche qui”.
Sono solo 35 i dipendenti, in cassa integrazione dall’inizio del lockdown. Oggi lo sciopero. “I siti Arcelor sono a rischio e noi siamo una goccia nel mare”. di MONICA GUERCI
Paderno
Dugnano (Milano), 9 giugno 2020 – Fiato sospeso e braccia
incrociate all’ex Ilva di Paderno Dugnano come a Taranto. “L’anno
scorso siamo stati sfiorati dal piano degli esuberi, ma ora da quello che
capiamo, dato che non siamo stati coinvolti in nessuna discussione
dall’azienda, tutti i siti produttivi sono a rischio“. Lo
afferma Giovanni Ranzini, della segreteria Fiom di Milano. Nello stabilimento
di via Pasubio, i 35 lavoratori, in cassa integrazione a
rotazione dall’inizio del lockdown, aderiscono oggi allo
sciopero indetto dalle sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil in
tutti gli stabilimenti del Gruppo Arcelor Mittal ex Ilva, in concomitanza con
l’incontro tra le segreterie nazionali e il ministro dello sviluppo economico
Stefano Patuanelli. “Le segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm, insieme
alle strutture territoriali e alle Rsu del gruppo Arcelor ex Ilva – spiegano –
ritengono inaccettabile il piano industriale presentato da Arcelor Mittal al
Governo, non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, contenente
esuberi all’interno dei vari siti”.
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