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Addio a don Luigi Alberio

Dal “Cittadino” di ieri è giunta la notizia della scomparsa di don Luigi Alberio, colonna portante della parrocchia di Cassina Amata a Paderno Dugnano e motore inesauribile dell’associazionismo di tutta la Lombardia e del Nord Italia.

“Si
celebrano venerdì pomeriggio i funerali di Don Luigi Alberio,
colonna portante della parrocchia di Cassina Amata e motore
inesauribile dell’associazionismo di tutta la Lombardia e del Nord
Italia. Esequie in forma privata a Rovello Porro, la cittadina
brianzola in cui era nato 75 anni fa, il 21 marzo del 1945. Don Luigi
si è spento nella tarda mattinata di mercoledì….

I
padernesi lo ricorderanno per sempre per la sua esperienza alla
parrocchia di Sant’Ambrogio iniziata nel 1989 e conclusa con il
trasferimento a Mozzate nel 2007, dopo 18 anni fittissimi di impegno
e iniziative. Casa Betania per le mamme in difficoltà, il centro
anziani, la scuola materna di via Pasubio, la Sagra di Sant’Ambrusin,
creata in anni nei quali dare un nome dialettale ad eventi di sagra e
aggregazione non era così diffuso nè così popolare. C’è la sua
firma anche sulla Tenda Amatese.”

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Esondazione del Seveso: Calaminici risponde a Sala

Arturo Calaminici, storico esponente dell’Associazione Amici del Parco Nord che da anni si batte per una Nord Milano più vivibile e meno periferie, risponde alle osservazioni sbagliate, del sindaco Sala e dell’assessore Granelli, circa l’esondazione recente del fiume Seveso. Scrive Arturo Calaminici in un suo lungo post:

Abbiamo sempre detto che prima vengono Niguarda, Pratocentenaro e gli altri quartieri da decenni vittime delle esondazioni del Seveso, poi vengono le discussioni, le differenze e i contrasti. Qualsiasi soluzione, abbiamo più volte ribadito, pur di mettere fine alla vergogna e alla offesa delle esondazioni e degli allagamenti, ai disagi e ai danni subiti ormai da generazioni dai cittadini del Nord Milano.
Noi, quelli indicati dal sindaco di Milano come i responsabili e i colpevoli del disastro, ebbene, abbiamo un’idea diversa della sua e ci siamo permessi di dirla, di spiegarla, di batterci per essa, di esercitare il nostro diritto di critica, visto che siamo in una democrazia. Noi riteniamo il progetto di costruzione delle cinque vasche di laminazione (ora quattro: due sono state, sulla carta, unificate), per lo stoccaggio di quattro milioni e mezzo di m3 di acqua inquinata e puzzolente, dentro ai parchi regionali delle Groane e del Parco Nord, un’idea delittuosa e totalmente inaccettabile, un crudele scempio del territorio. Ma non abbiamo mai, in nessun modo, impedito che chi ha il potere e la responsabilità di provvedere e di intervenire, lo potesse fare, lo dovesse fare.

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Non solo “Laudato si”

Papa Francesco: Terra Casa Lavoro

Nella settimana del “Laudato si” mi piace ricordare anche il bel libro, pubblicato da “Ponte alle grazie” e distribuito dal quotidiano Il Manifesto. Di seguito la presentazione che ne ho fatto, nell’ottobre 2017, su questo blog.

Pubblicato 6 Ottobre 2017 | Da Gianfranco Massetti

Non sono avvezzo a tirare per la giacca e a citare frasi estrapolate dei Pontefici per giustificare posizioni politiche ma,dopo il grande ascolto che ha avuto anche a sinistra, l’enciclica di Papa Francesco ”Laudato si”, ora siamo di fronte a un nuovo piccolo fatto straordinario. Il quotidiano comunista il Manifesto veicola e propone i discorsi di Papa Francesco ai movimenti popolari. E anche stavolta si è aperto un dibattito franco e molto interessante sulle pagine del quotidiano che leggo da anni. Ha cominciato Luciana Castellina nel presentare il volumetto edito da Ponte alle Grazie e curato da Alessandro Santagata. Il 4 ottobre con un articolo da titolo “Perché sentiamo nostro il suo messaggio” Castellina si chiede:

Rivoluzione in Vaticano, dunque (e al manifesto)? No, ma per la Chiesa certamente una discontinuità forte, pratica e teorica.Il comunismo non c’entra ma il focus significante delle parole del papa ha certo a che fare con i movimenti rivoluzionari. E poi conclude Se il manifesto veicola i discorsi di papa Francesco, non è per ospitalità, o per strumentale ammiccamento. È perché questo suo messaggio lo sentiamo nostro. Utile anche ai nostri lettori. Molti generosamente impegnati nella solidarietà, e però spesso, per disillusione, ormai scettici verso la politica.

Il dibattito continua  con  un  intervento  interessante a cui rimando di Nichi Vendola il 5 ottobre: “Un …

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Fanno da soli..

Anch’io ho ricevuto la segnalazione di questa “bella iniziativa”. Mi chiedo anche però come mai fanno da soli? Cosa sta facendo l’assessorato al Commercio?

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Coronavirus. 22°aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano

AGGIORNAMENTO – 15.5.2020: ORE 19.00

Dai dati visibili ai Sindaci sulla piattaforma ATS, i casi di positività al Coronavirus riscontrati su Paderno Dugnano sono 364. Di questi risultano: 59 deceduti, 22 ricoverati, 20 dimessi ancora positivi dalle strutture ospedaliere, 35 seguiti presso il domicilio, 105 in RSA (questo dato tiene conto sia delle strutture presenti in città sia dei cittadini che risultano ancora residenti a Paderno Dugnano ma ospiti in strutture fuori città), 123 risultati guariti perché negativi ai tamponi di controllo.
Considerato che l’aggiornamento dei casi di contagio al Covid19 sulla piattaforma ATS (completo con l’anagrafica dei casi stessi) visibile ai Sindaci non è tempestivo, la comunicazione sui dati avverrà a cadenza settimanale per consentire l’elaborazione delle informazioni sul decorso sanitario di chi ha contratto il virus anche a seguito dei contatti diretti con i cittadini interessati.
Si ricorda, inoltre, che il report quotidiano sui contagi divulgato da Regione Lombardia fornisce un mero dato numerico che viene caricato gradualmente nei giorni successivi (con le specifiche anagrafiche) sulla piattaforma ATS accessibile ai Sindaci, per questo i dati non possono essere contestualmente coincidenti.


AGGIORNAMENTO – 8.5.2020: ORE 19.45

Dal 4 maggio le misure
di contenimento del rischio contagio da Coronavirus ci consentono sicuramente
una maggiore mobilità, sempre con l’obbligo di portare la mascherina e
mantenere il distanziamento sociale necessario.
La speranza condivisa è quella di superare presto questa
emergenza per affrontare confiducia la ripartenza. Ma oggi più che mai tutto dipende
dal nostro senso di responsabilitàAscoltate perchè.