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Piazza Fontana: una ferita che brucia ancora

(foto dell’Archivio del Corriere della Sera)

Del 12 dicembre 1969 ricordo poco, ma del 15 dicembre ricordo ancora i funerali in piazza Duomo insieme a una marea silenziosa e composta di persone, in una giornata grigia e ammutolita. Avevo 16 anni e frequentavo il terzo anno del Liceo classico Omero, a Bruzzano. Come molti giovani di allora cercavo di capire cosa stava succedendo. E seguivo con emozione le illusioni e le speranze dei giovani e giovanissimi di quegli anni. Il 68 era già scoppiato, almeno sui media, pochissimo o nulla in Paderno Dugnano. E mi aiutava a capire il movimento degli studenti della mia scuola.

Quella bomba cambiò la mia percezione del mondo. Capii o meglio intuii che la battaglia per le idee di uguaglianza e progresso, per una scuola migliore e meno ossificata nelle nozioni e più aderente alla realtà del paese che cambiava, poteva essere rischiosa. Avvertimmo che in Italia si muovevano forze oscure e anche sanguinarie.

L’incontro con il movimento operaio, il movimento della controinformazione (“La strage è di stato”) e il dolore e lo sgomento delle persone in piazza sotto la pioggia ci fecero capire immediatamente da che parte stare. Ai funerali capii e capimmo che il castello delle accuse mediatiche e statali per “sbattere il mostro in prima pagina” era possente.
ma fasullo. Era in corso una campagna violenta prima contro Pinelli e poi contro Valpreda.

Dopo quel giorno seguirono anni di strategia della tensione, spesso ignorata, deviata, coperta. Seguirono altri attentati, altri morti e altri feriti. Ma la sinistra (anche quella chiamata extraparlamentare) aveva ragione: c’era in atto una strategia della tensione contro il …

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3.SICUREZZA DEI PONTI

Dissesto idrogeologico. E noi? Mi ha colpito l’articolo di L. Lana in un suo articolo su IL Giorno del 26 novembre dove annuncia che a Sesto San Giovanni ci sarà un check-up di dodici cavalcavia per avviare eventuali interventi. E a Paderno Dugnano?

Non si vuole certo creare allarmi o allarmismi ma solo domande. Da molte fonti di stampa abbiamo appreso, in questi mesi, che anche alcuni viadotti della MI-MEDA erano tra quelli più a rischio. Certo erano 4 ed erano tutti identificati e monitorati. Nessuno nel nostro territorio e questo in parte ci tranquillizza per la “nostra responsabilità di comunità”. Ma non ci deve far calare l’attenzione.

Dopo quanto è successo in questi giorni in diverse località italiane e non solo per il crollo del viadotto della A26 non è il caso di rendere pubblico ed informare su quali rischi idrogeologici  ci sono nella nostra città? Quali sono le aree a rischio? Esiste una mappatura che evidenzi i luoghi più esposti?  E quali sono le indicazioni fornite alla Protezione civile e soprattutto ai cittadini?

4.EX SNIA VAREDO

Nelle settimane scorse c’è stato un sopralluogo congiunto sull’area ex-Snia organizzato dalla Commissione speciale
Antimafia e dalla Commissione regionale Ambiente e protezione civile del
Consiglio regionale della Lombardia. Dopo gli interventi massicci delle forze
dell’ordine di giugno, la situazione della
sicurezza è nettamente migliorata.

In questo momento i rifiuti
accumulati nei capannoni e sequestrati sono accessibili e su questo deve
intervenire la proprietà che è stata
sollecitata. Il rischio incendio per autocombustione è minimo, data la natura del materiale accumulato, ma resta
la possibilità di incendi dolosi. Come osservano …

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Smuraglia e le “sardine”

Bella e fresca la “lettera aperta”del presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia alle “sardine”, resa pubblica il dicembre. Eccola:

” Care “sardine”,

sto seguendo le vostre iniziative, con l’attenzione dovuta a tutto ciò che si “muove” in questa società, troppo statica e troppo spesso legata ad antiche prassi ed abitudini. Non ho nulla da suggerirvi e da proporvi, non solo perché non ne avete bisogno, ma perché sarebbe sbagliato. Ognuno ha il diritto – dovere di prendere in mano il proprio destino, così come molti di noi hanno fatto con la scelta partigiana nell’ormai lontano autunno del 1943. Gli sbocchi sono sempre incerti ed indefinibili a priori e nessuno ha il diritto di interferire, ferma restando la speranza che ne esca qualcosa di positivo per il complesso della vita politica e sociale italiana, così insoddisfacente per molti di noi (e di voi, credo).

Ho notato, però, un particolare che mi è parso assai
interessante: durante la manifestazione svoltasi a Milano si sarebbero letti
dal palco, alcuni articoli della Costituzione. Non so quali, perché ero a casa
per una indisposizione che mi impediva di uscire in una giornata di pioggia. Il
fatto, però, mi è sembrato positivo perché rappresenta quello che spero possa
essere una premessa dello sviluppo delle iniziative che continueranno a
svolgersi in tutta Italia.Sostengo da tempo, come disse molto tempo fa Piero
Calamandrei, che nei momenti difficili del Paese, il punto di riferimento deve
essere la Costituzione.

È questa che deve illuminarci, nei periodi più ardui e
complessi, come punto di riferimento di ogni azione, perché la Costituzione è
di tutti.Io credo che già la lettura dei primi dieci articoli …

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1.CASA

Dalla Regione Lombardia apprendiamo che con una delibera proposta dall’assessore alle Politiche
sociali, abitative e disabilità, la Giunta regionale ha approvato, secondo quanto
previsto dal Cipe, i criteri per la definizione della manifestazione di
interesse finalizzata alla selezione dei soggetti attuatori (Comuni e Aler) di
programmi integrati di edilizia residenziale sociale. Il provvedimento,
attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit),
prevede per la Lombardia risorse pari a 47.700.000 euro.

Sono finalizzati 
ad incrementare l’offerta abitativa pubblica tramite il recupero e la
riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, a potenziare l’offerta
abitativa sociale attraverso programmi di housing sociale, di recupero e di
riuso del patrimonio edilizio privato non utilizzato, alla rigenerazione urbana
delle periferie e delle aree urbane degradate e alla promozione della coesione
sociale e della legalità
nei quartieri per contrastare il disagio abitativo e l’abusivismo.

Regione Lombardia deve, quindi, individuare e comunicare
al Mit i soggetti attuatori dei programmi e attribuire i relativi importi. Così si avvia il procedimento
finalizzato a selezionare i soggetti attuatori. Il provvedimento interessa i 53
Comuni appartenenti alle prime 4 classi del fabbisogno abitativo stabilito dal
Prerp 2014-2016 e cinque aziende Aler. Tra i comuni  c’è anche Paderno
Dugnano

2.TRAM MILANO-LIMBIATE

Dal Movimento 5 Stelle regionale si comunica che c’è preoccupazione “in merito al procedere a rilento
dell’iter legato alla riqualificazione
della tranvia Milano-Limbiate. Sono
mesi che non vediamo muoversi nulla, per questo motivo abbiamo chiesto a
Regione Lombardia quale fosse lo stato d’avanzamento del programma.”

Regione Lombardia ha risposto che, ad oggi, non vi siano
elementi tali da lasciar presagire uno scostamento dal crono-programma
concordato. Ma i tempi stringono e …

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E la partecipazione?

Sembra una commedia dell’assurdo le “polemiche” della Lega contro Insieme per Cambiare e il Pd a proposito dell’uso degli spazi pubblici. Da un lato si polemizza per l’abuso di un cartellone su un marciapiede della città e dall’altro sull’ improprio (?) uso di una sede di quartiere.

Dobbiamo guardare
il moscerino per non vedere l’elefante? Non siamo così ingenui. Una domanda
però la rivolgiamo non solo alla Lega ma anche alle forze della maggioranza.
Quale partecipazione si intendere promuovere per la nostra città?

Ricordo male o nell’accordo di coalizione, tra le liste che oggi governano, c’era proprio l’impegno per favorire la partecipazione a Paderno Dugnano? Infatti il primo punto dell’accordo prometteva:

Informazione puntuale e approfondita sui vari campi di azione dell’Amministrazione comunale quale presupposto per una reale partecipazione dei cittadini (utilizzo efficace ed estensivo dei social network);

Realizzare su tutti i temi di azione dell’Amministrazione comunale un ampio coinvolgimento di cittadini, associazioni, rappresentanze di categoria e altri soggetti del territorio.

E da dove e quando
si intende cominciare?

A pochi giorni
dall’approvazione del bilancio nessuna discussione pubblica è stata
organizzata, sull’urbanistica tutto tace, sui progetti per il Villaggio
Ambrosiano si sente il Prefetto…(?). E la città?

Deve aspettare e solo ascoltare? E il regolamento sulla partecipazione quando verrà rivisto? Che senso hanno tutte le limitazioni (regole)che ancora oggi impediscono una normale vita democratica. Non è ora di rivedere le regole sulle affissioni, sull’uso delle sale dei centri anziani, sul costo della sale pubbliche?

Tutte le sale di proprietà pubblica devono essere messe a disposizione (a prezzi accessibili) ai cittadini, ai comitati, alle associazioni e alle forze politiche.  E’ così difficile?…