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Nord Milano nera Sesto: no a bimbo "arcobaleno"

Qualche giorno fa riportavamo il titolo “Nord Milano nera” adottato da un blog sestese. Oggi ci tocca dare conto di una notizia, pubblicata sul quotidiano Il Giorno del 9 agosto, che dimostra come si stia arretrando nel campo dei diritti civili in questo spicchio dell’area metropolitana milanese che guardiamo con particolare attenzione.

Ecco il testo integrale, giusto per riflettere:

“Sesto, bambini arcobaleno: il “no” del sindaco Di Stefano

Una decisione che arriva dopo il “sì” di Milano che dalle scorse settimana ha iniziato a trascrivere come figli di entrambe le madri alcuni bambini

 Milano, 9 agosto 2018 – “È arrivata al Comune di Sesto San Giovanni la prima richiesta di trascrizione all’anagrafe per un bambino figlio di due madri donne. In merito vorrei comunicare che non ho la minima intenzione di accogliere la richiesta: semplicemente perché credo che un bambino, per crescere bene, non può prescindere dall’avere un padre e una madre”. Così, in una nota, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano (Forza Italia). “La dicitura genitore 1 e genitore 2 – aggiunge – la trovo francamente inconcepibile. In difesa della famiglia naturale non accogliero’ la richiesta delle due madri che e’ arrivata nel Comune che rappresento. Lo ripeto in maniera chiara e inequivocabile: un bambino deve avere una mamma e un papa’, non perche’ lo dice Di Stefano, ma perche’ cosi’ e’ la natura umana”.

Il “no” di Sesto San Giovanni dopo il “si” di Milano, che dalle scorse settimana ha iniziato a trascrivere come figli di entrambe le madri alcuni bambini “arcobaleno”.

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Vasche di Senago e Milano-Limbiate Aggiornamenti

Ricordo, a chi è sfuggito, un aggiornamento su due fatti importanti che riguardano il territorio del Nord Milano. Il primo ce lo racconta il deputato Massimo De Rosa (M5S) nel  suo comunicato  a proposito del fermo dei lavori delle vasche di laminazione di Senago. Il secondo è il comunicato stampa di Regione Lombardia sul rifinanziamento dei lavori di riqualificazione della metro tranvia Milano-Limbiate. Eccoli di seguito:

Vasche di laminazione Senago abbandonate: quanto ci costerà?

Le criticità legate al fiume Seveso, sono note da oltre trent’anni. Eppure ogni temporale, il fiume esonda con spaventosa regolarità, costringendo i cittadini del Nord Milano a spalare fango e quanto le acque, di uno dei fiumi più inquinati d’Europa, lascino dietro di sé al proprio passaggio.

La giunta regionale continua a considerare la costruzione delle vasche di laminazione come una possibile soluzione. Una possibilità di fronte alla quale, come portavoce del Movimento Cinque Stelle, siamo fermamente contrari.

Riteniamo inopportuna la scelta di sacrificare altre aree verdi, in uno dei territori maggiormente cementificati d’Italia. Un po’ come dire: il fiume straripa per la mancanza di superfici assorbenti e per il mancato rispetto dei rapporti di invarianza idraulica, dal momento che attorno ai suoi argini è il cemento a farla da padrone. Come risolvere il problema? Perdendo altre superfici assorbenti, sacrificandole alle vasche. Una contraddizioni in termini, una scelta ai limiti della demenzialità.

Alle ragioni di carattere ambientale si sommano quelle di carattere logistico.

Risulta infatti che il cantiere di realizzazione della vasca di laminazione di Senago, finanziato per dieci milioni di euro da Regione Lombardia e per altri 20 dal comune di Milano, sia abbandonato da …

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L’inquinamento c’è Anche se non si vede, a volte.

In questi ultimi giorni la legionella, che ha causato già tre vittime, sta preoccupando alcuni comuni vicini a noi; Bresso e non solo. Anche l’inquinamento del torrente Seveso, coloratosi di verde smeraldo, ha stupito molte persone e forse “divertito” i più superficiali.

Quello che non vediamo,  e che  non avvertiamo come pericoloso, è l’inquinamento dell’aria. Eppure molti studi scientifici ci parlano di pericoli, di malattie e di morte. L’inquinamento dell’aria è causato da moltissimi fattori: non ultimo quello prodotto dagli autoveicoli. Più soffocante ed aggressivo quindi nelle vicinanze della arterie stradali. Che appunto per questo vanno limitate e mitigate.

Bisogna fare attenzione anche a non “caricare “troppo la permeabilità del suolo con costruzioni ed abitazioni  concentrate e/o non necessarie. Non bisogna compromettere i parchi. Bisogna favorire la mobilità leggera, non inquinante e pubblica. Perché l’inquinamento non si vede ma c’è. A fianco pubblico una immagine (tratta da infrastrutture.org) che evidenzia il tratto di territorio comunale più interessato da una maggiore concentrazione di polveri sottili (la Rho-Monza).

Proprio dentro il nuovo insediamento, ex Scaltrini, dove l’Amministrazione comunale vuole permettere la costruzione altri 200 nuovi alloggi. Come sarà minacciata la salute di quegli abitanti? Dobbiamo aspettare altri studi epidemiologici per scoprirlo o adottare il principio di precauzione?

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Lega e “Paderno cresce” ai ferri corti? Un attacco sproporzionato

E’ sufficiente che un consigliere comunale di maggioranza, appartenente al gruppo consiliare di “Paderno Cresce”, tal Andrea Camagni, osi suggerire su un social che è “obbligatorio” verificare  l’utilità di un bando regionale  che potrebbe favorire il commercio locale che subito il segretario  della Lega (ex Nord) interviene con inaudita durezza per lesa maestà dell’assessora leghista preposta al Commercio. Suggerisco di leggere il comunicato stampa del 30 luglio dal sito della Lega di Paderno Dugnano per farsene un’idea.

Quello che stupisce non è il battibecco tra alleati con opinioni, forse, diverse ma la durezza e il tono del comunicato stampa di Adolfo Tagliabue che fa intuire una certa ruggine “astiosa” con l’intero gruppo alleato di Paderno Cresce. L’attacco a Camagni infatti,  oltre ad essere particolarmente duro, si conclude con un giudizio lapidario su Paderno cresce definito un “gruppo di maggioranza che nell’affrontare i problemi dimostra una superficialità che io ritengo preoccupante.”

Evidentemente il dissenso è più generale e non stupirebbe che siano cominciate le manovre di avvicinamento alle elezioni comunali del 2019. Una cosa è certa però Paderno Cresce non si è mai differenziata dalle politiche territoriali sbagliate di questa Amministrazione comunale. Ecco uno stralcio del comunicato stampa della Lega (il neretto è mio).

 “Condanniamo l’attacco all’Assessore Campi”

C’è stato un attacco vergognoso all’Assessore al Commercio Anna Campi da parte di un membro della maggioranza, il consigliere Camagni. Dopo quattro anni in cui nessuno dell’attuale maggioranza, ma dico nessuno, si è mai occupato di commercio, oggi grazie all’Assessore Campi si comincia a studiare il problema, a incontrare direttamente i commercianti e non solo i rappresentanti di categoria, per poter costruire

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Cemento d’agosto "Cittadino mio non ti conosco"

In attesa di valutare con attenzione il piano “Scaltrini”proposto, suggerisco alcune sensazioni preliminari. Innanzitutto mi chiedo perché l’Amministrazione comunale senta il bisogno di approvare un delibera così importante proprio nelle vicinanze dell’agosto? Si confida su una minor attenzione pubblica? C’è da nascondere qualcosa?

E’ vero, l’avvio del procedimento per l’attuazione dell’ambito residenziale R11 (ex-Scaltrini) era già previsto dal Piano di Governo del Territorio del 2013: quello sbagliato e disastroso.

Con la delibera n.115 del 19 luglio si avvia la verifica della possibilità di  Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e si fa una contestuale Variante al PGT approvato. Si modifica il perimetro del comparto interessato, si alzano gli edifici  da 19 a 23 metri e si cambia la destinazione degli alloggi previsti, a favore dell’edilizia residenziale libera.

Non si contesta la legittimità del nuovo intervento sull’area industriale dismessa ex Scaltrini ma si pongono alcune domande preliminari:

  1. Serve ancora un grosso insediamento edificatorio per l’edilizia abitativa? Di 58.320 mc.pari a circa 200 (e più) appartamenti?
  2. Perché non discutere pubblicamente dell’utilità e dei contenuti del nuovo intervento, aprendo da subito un percorso di partecipazione pubblica?

3. Perché, nell’avvio della VAS, si considerano ancora slegati gli effetti di impatto degli interventi già programmati e così vicini territorialmente (Carrefour, RE3, Scaltrini )?

  1. La bonifica di quell’area è a carico di chi ha inquinato o delle casse comunali:cioè di tutti noi?
  2. La presenza della edilizia convenzionata e sociale (cooperativa) è foglia di fico o sostanza quantitativa e qualitativa dell’intervento?
  3. Perché nessuna previsione di edilizia residenziale pubblica, a fronte del crescere delle famiglie in difficoltà per sfratti e pignoramenti?
  4. Se nella delibera approvata si parla di un limite