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8 proposte di legge “radicali” Comunicato stampa di Gianni Rubagotti

Ricevo da Gianni Rubagotti il seguente comunicato stampa:

“Parte a Milano e negli altri capoluoghi lombardi la campagna di raccolta firme sulle 8 proposte di legge di iniziativa popolare sulla giustizia giusta e non solo del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito che continuano le battaglie che furono di Enzo Tortora.

8 firme a Paderno Dugnano per continuare le lotte di Tortora e Pannella

Nella ex-provincia di Milano si potrà firmare a Paderno Dugnano in via Grandi 15 dal lunedì al venerdì dalle 8:15 alle 12:15. Le 8 proposte di legge riguardano:
1. Modifica dell’articolo 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto.
L’amnistia e l’indulto sono necessari per riportare l’Italia nella legalità della sua Costituzione e davanti all’Europa. Il quorum di 2/3 del Parlamento dal 1992 rende impossibili questi provvedimenti.

2. Revisione del sistema delle misure di prevenzione e delle informazioni interdittive antimafia di cui al D.lgs. n. 159 del 6 settembre 2011.
Per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico senza distruggerlo, per salvaguardare la continuità aziendale e i posti di lavoro, per prevenire il crimine senza distruggere le vite delle persone, per combattere la mafia senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali.

3. Abolizione della possibilità di assunzione di incarichi extragiudiziari da parte dei magistrati.
Per impedire ai magistrati di assumere incarichi incompatibili con l’esercizio efficiente e imparziale delle loro funzioni principali e ordinarie, ovvero quello di amministrare la giustizia «in nome del popolo italiano».

4. Introduzione del sistema elettorale uninominale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Elezione del parlamento italiano …

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Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani Una storia esemplare

 

Riprendo da AdnKronos la notizia pubblicata ieri e che può essere sfuggita ai lettori padernesi. Ci parla di un lutto ma anche di una importante realtà imprenditoriale della nostra città. La morte e i funerali di Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani, pilastro dell’Officina d’arte grafica Lucini di Paderno Dugnano (Milano), morto all’età di 77 anni.           

Alla Arte grafica Lucini era stata dedicata anche una bella mostra, nel 20111, in Palazzo Sormani a Milano. All’inaugurazione erano intervenuti Carlo Bertelli, i curatori Andrea Kerbaker, Luigi Sansone e, per l’occasione, Giorgio Lucini aveva presentato il “Libro illeggibile nero bianco e giallo” di Bruno Munari (1956). Nella loro storia i Lucini hanno collaborato per la realizzazione degli stampati con i più importanti grafici, designers, architetti, scrittori, pittori e scultori.

Tra gli autori pubblicati ricordiamo Scheiwiller, Gio Ponti e Bruno Munari, cinque premi Nobel da Quasimodo alla Szymborska, i libri illeggibili, libri sonori, le favole cancellate di Emilio Isgrò, i libricini del premio Bagutta, la collana di fotografia curata da Ferdinando Scianna e le monografie aziendali di Pirelli, Olivetti e Merloni. Di seguito il comunicato dell’agenzia Adnkronos del 17 agosto 2018:

” Si sono svolti questa mattina al cimitero monumentale di Milano i funerali di Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani, pilastro dell’Officina d’arte grafica Lucini di Paderno Dugnano (Milano), morto all’età di 77 anni. Tipografo non tradizionale, per cinquant’anni ha lavorato con artisti, grafici, poeti, scrittori e alcuni Premi Nobel, guidando l’azienda di famiglia che dal 1924 ha fatto la storia della tipografia italiana e mondiale. Giorgio Lucini ha collaborato, tra gli altri, con Salvatore Fiume, Emilio Isgrò, Alberto Longoni, Brunetta Mateldi, …

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PD: o Macron o la sinistra L'opinione di Piero Ignazi

Piero Ignazi è professore di Politica comparata presso l’Università di Bologna, ma soprattutto è un acuto editorialista del quotidiano La Repubblica. Anche ieri su quel giornale poneva al PD una domanda semplice:” il partito è a un bivio: decida se rimanere una formazione progressista o ispirarsi al liberale En Marche”.

Insomma –dice il prof. Ignazi, non un pericoloso rivoluzionario sinistrorso- dopo tutto quanto è successo: i 5 milioni di voti persi in quattro anni, la sconfitta del 4 dicembre al referendum e  quella alle politiche del 4 marzo bisogna che il PD decida cosa vuole essere. Ma prima viene una lettura del voto:

In conclusione, il travaso dei voti dal Pd ai 5 Stelle può essere interpretato in due modi diversi: se si pensa che questo passaggio sia avvenuto perché molti si sono sentiti abbandonati e persino traditi dal PD nelle loro speranze di riscatto e persino di disagio,allora il PD deve ripensare le sue politiche economiche e sociali, perché troppo influenzate dal pensiero unico neo liberale. E rinnovare radicalmente la sua classe dirigente. Se invece si ritiene che l’emorragia di consensi sia solo frutto di “errori di comunicazione” ma che tutto andava bene, allora il Pd deve riconfermare quanto prima alla sua guida Matteo Renzi, il migliore interprete di quella politica”. Dal che ne deriva una scelta di campo: essere un partito di sinistra o di centro sinistra.E cioè un partito dell’area progressista di ispirazione socialista, come le socialdemocrazie europee, o un partito liberal-radicale con influssi cristiani-forse meglio definibile umanista.—di cui la Repubblique en Marche di Emmanuel Macron è il prototipo.E‘ ora che il PD decida.

Non …

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Genova, il giorno dopo Un disastro non naturale

E’ ancora troppo vivo lo sgomento per quanto accaduto ieri a Genova. Un disastro non naturale e frutto probabilmente dell’incuria e della mancata manutenzione di una infrastruttura così importante per la città e per il paese intero.

Ancora adesso, mentre si cerca di ricomporre i morti e di ritrovare gli scomparsi sotto le macerie del ponte Morandi, infuriano le polemiche. Troppo violenta e sguaiata la ricerca del colpevole e del capro espiatorio che molti ministri stanno inscenando cercando di cavalcare il dolore del paese.Non è così che si fa un servizio alla democrazia. Non aizzando contro qualcuno. Certo ci sono e ci saranno da accertare le responsabilità. E certo bisognerà cambiare un modo di governare e concepire il bene pubblico a partire dalla manutenzione del territorio: cioè dell’intero paese.

A cominciare dallo stop al consumo di suolo. A cominciare dal fatto che tutti i comuni debbono farsi carico del proprio territorio, dei propri ponti, delle proprie scuole, del proprio dissesto idrogeologico, del proprio consumo di suolo.Cambiare una cultura e una classe dirigente rimettendo al centro un piano straordinario di manutenzione del paese.

Anche da noi, a Paderno Dugnano.