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Concorso “Cava Nord”, 7^ Edizione "Il mio Parco... un'Oasi da proteggere"

 

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano rilanciamo il Concorso della Cava Nord rivolto agli studenti delle classi 5^ delle scuole primarie di Paderno Dugnano:

7^ Edizione del Concorso “Cava Nord”
“Il mio Parco… un’Oasi da proteggere”
in memoria di Luigi e Rosetta Tonelli

” Il Concorso è indetto da Cava Nord S.r.l. in collaborazione con la Città di Paderno Dugnano.

Il tema del Concorso per questa edizione sarà la realizzazione di una segnaletica verticale che sensibilizzi i fruitori del Parco, non solo al rispetto del parco stesso ma anche alla sua salvaguardia. L’idea dunque è quella di realizzare una segnaletica verticale recante suggerimenti propositivi ai fini di mantenere e migliorare il rapporto tra uomo ambiente e natura. I ragazzi dovranno esprimere concetti, quali ad esempio, “è meglio che i tuoi rifiuti finiscano nei cestini” oppure “pensi mai che se entri nel parco col motorino spaventi tutti gli animali che ci vivono?” con un pittogramma e/o un breve slogan. Gli elaborati potranno essere realizzati con qualsiasi tecnica manuale, disegni in bianco e nero o a colori (acquerello, carboncino, pastello, pennarelli ecc…), e qualunque altra produzione grafica o pittorica originale. La scelta del soggetto, è libera, purchè non sia ispirata a soggetti, a personaggi o a vicende tratti da opere di ingegno di altri autori. I partecipanti si rendono garanti dell’originalità del materiale presentato; nel caso in cui le opere risultino già edite, ne verrà dichiarata l’immediata esclusione.…

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Stasera al cinema Metropolis MARTEDÌ 7 MARZO ORE 21

 

 

LE MANI SULLA CITTA’

R.: F. Rosi.
Sc.: F. Rosi, Raffaele La Capria, Enzo Provenzale, Enzo forcella
Int.: Rod Steiger, Salvo Randone, Marcello Cannavale, Angelo D’Alessandro.
Italia, 1963, b/n, 105’.

Area Metropolis 2.0
via Oslavia 8 Paderno Dugnano (MI)
Telefono Biglietteria 02 9189181

“La Napoli degli anni della ricostruzione come scacchiera del potere corrotto. Dietro il crollo di un edificio in un quartiere di Napoli c’è la lunga mano del palazzinaro privo di scrupoli Edoardo Nottola. Grazie ai suoi agganci con il corrotto mondo politico, l’uomo non solo riuscirà a sottrarsi a qualunque responsabilità, ma finirà per diventare assessore all’edilizia.” Un film da non perdere.

 

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Come non fare una pista ciclabile Un intervento senza senso

A cosa serve la “nuova pista ciclabile” in costruzione a Palazzolo Milanese? Una pista ciclabile per collegare via Monte Sabotino alla via Monte Cervino, in una zona frequentata da pochissimi?

Forse per andare a fare la spesa al Carrefour della Comasina? Perché un intervento di questo genere quando sarebbe stato meglio fare il marciapiedi direttamente sulla strada Comasina, prolungando quello appena accennato e mettendo così in sicurezza anche le attività commerciali esistenti e le fermate dei mezzi pubblici che vi transitano? Inoltre sulla Comasina la illuminazione è già esistente e si metterebbe ordine ad un pezzo di viabilità/mobilità, per i pedoni, che oggi lascia molto a desiderare.

La pista in costruzione è uno spazio che oltre ad essere illuminato dovrà anche essere protetto con barriere per la vicinanza del secondario Villoresi che vi scorre a fianco.

Fosse un tratto progettato per collegarlo all’insieme della rete delle piste ciclabili si capirebbe. Ma così sembra uno spreco: un intervento inutile.

Questa pista inoltre risulta essere avulsa da qualsiasi progettazione dell’area dismessa Gallieni e quindi al di fuori di qualsiasi previsione di usi, spazi e servizi pubblici. Sembra la progettazione e realizzazione di una opera pubblica nel deserto.

Una scelta davvero incomprensibile a fronte delle tante necessità di ricucitura della rete cittadina delle piste ciclabili

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Uno strano dirigente comunale Un’urbanistica piena di ricorsi?

Due atti appena pubblicati sul sito del Comune suscitano qualche perplessità che mi permetto di evidenziare non tanto per criticare quanto per adiuvare il governo locale e l’opposizione. La delibera della Giunta comunale (n.28 del 9.2.2017) ridefinisce l’organigramma apicale dell’Ente locale confermando un numero di sei settori con la comparsa di un Settore dalla denominazione e funzione che lascia qualche interrogativo: ”Avvocatura civica-Pianificazione del territorio”. Da un lato si conferma una struttura dirigenziale ormai obsoleta e troppo ampia. E’ la stesa da 15 anni e forse è il caso di ripensare anche alla riduzione del numero dei dirigenti e a un rafforzamento invece del numero e della struttura tecnica portante (Capiservizio e Posizioni Organizzative). Dall’altro non si capisce perché si uniscano due servizi: quello dell’avvocatura civica e quello della Pianificazione territoriale.  Al di là delle motivazione la decisione sembra dettata più da scelte preordinate che da esigenze strutturali ed organizzative.

Poco credibili appaiono le affermazioni generiche dell’atto:

“ Nello specifico in questi ultimi anni si è evidenziata una sempre maggiore collaborazione fra il settore Pianificazione del Territorio e l’Avvocatura Civica in virtù della complessità dei temi rientranti nell’ambito di competenza dell’area urbanistico-edilizia che suggerisce una nuova modalità organizzativa scaturente dall’unione, sotto un’unica direzione, delle predette unità organizzative, oggi di dimensioni e allocazioni differenti, da osservare e sperimentare ai fini della verifica della adeguatezza della scelta oggi operata per un eventuale futuro consolidamento a regime”

Ma non solo anche se

 “l’art.  1, comma 221 della legge 28.12.2015, n. 208 (la legge di stabilità 2016) consente di integrare nel medesimo incarico dirigenziale anche l’Avvocatura Civica, facendo venire meno per quest’ultima