Nessuna notizia sulle RSA padernesi

Qual’è la situazione sanitaria e assistenziale degli ospiti delle due RSA di Paderno Dugnano? Nessuna informazione diretta né dalle RSA, nè dal distretto  ATS, né dall’Amministrazione Comunale. I famigliari degli ospiti, gli amici degli ospiti, i lavoratori delle strutture e i cittadini padernesi debbono cercare informazioni dalla stampa. E’ possibile? E poi fioriscono indiscrezioni e illazioni (che non raccolgo) da più parti. Non voglio alimentare nessuna disinformazione e nessun allarmismo. Servono però chiarezza e trasparenza.

Il settimanale Il
Notiziario
del 17 aprile dava alcuni dati parziali. Sono veri? Sono gli
stessi che aveva l’Amministrazione Comunale? 
E adesso come sono cambiati? C’è una preoccupazione diffusa che va
capita e aiutata. L’informazione sulle Rsa padernesi non è adeguata alla
situazione di emergenza sanitaria. Per questo mi faccio alcune domande:

1.Perchè le due
RSA non fanno  un loro comunicato stampa
sulla situazione delle loro strutture, rispondendo così -se non l’hanno ancora
fatto- anche alle richieste dell’Amministrazione comunale del 14 aprile?

2.Perchè il
distretto dell’ATS Rhodense non fa un suo comunicato stampa sulle RSA di
Paderno Dugnano informando sulle attività che ha messo in campo per aiutare le
due strutture in queste settimane di emergenza sanitaria?

3.Perchè infine L’Amministrazione Comunale non fa lei un comunicato stampa sulle Rsa padernesi per informare tutti i cittadini di Paderno Dugnano?

Le domande  in realtà si riducono ad una sola preoccupazione. Gli ospiti delle RSA padernesi hanno un’ adeguata assistenza e sorveglianza in questa fase?  E le strutture di ricovero sono state messe nella condizione di operare al meglio? Hanno avuto i necessari aiuti dall’ATS e dalla Regione Lombardia?

Sono ormai passati dieci giorni dalla “richiesta formale” che …

Test sierologico? Paderno copi Sesto

Ricevo da Gianni Rubagotti la seguente “lettera aperta” sui test sierologici

“Gentile Signor Sindaco,

in questi giorni dovevano essere già partiti i test
sierologici della Regione Lombardia: non ho più notizie su questo ma comunque
non sarebbero stati qui perché (giustamente) la sperimentazione doveva partire
a Bergamo e nelle zone più colpite del nostro territorio.

Alcuni comuni però si sono mossi lo stesso: Robbio ha messo
a disposizione i test per tutti i cittadini a un prezzo raggiungibile divenendo
un caso di studio mondiale, essendo ringraziata pubblicamente
dall’infettivologo Bassetti dell’Università di Genova e portando a fare lo
stesso altri comuni vicini.

Il comune di Milano si sta muovendo per permettere di fare il test agli autisti dell’ATM, Sesto San Giovanni ha fatto una convenzione con Multimedica. Robbio ha 6000 abitanti e non quasi 50.000 come Paderno Dugnano ma il nostro comune non può agevolare l’accesso al test perlomeno ad alcune categorie che lavorano a contatto col pubblico?

L’attivismo dei comuni sarebbe di pungolo per le regioni e
per il governo nazionale oltre che indicare la via per la ripartenza senza la
quale alle vittime della epidemia si sostituirebbero quelle della carestia.

Sindaco, è più facile chiudere tutto che progettare (come chiede giustamente il Sindaco di Milano) la convivenza con il virus: i test sierologici sono un ingrediente fondamentale nella ricetta della ripartenza. Se non ci pensa la Protezione Civile nazionale o il Pirellone copiamo i comuni che, seguendo la saggezza popolare, hanno deciso di fare da sé.”

Cordiali saluti, Gianni Rubagotti,Segretario Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”

Coronavirus. 19°aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano:

AGGIORNAMENTO – 21.4.2020: ORE 20.30

Dall’incrocio dei dati visibili ai Sindaci aggiornati sulla piattaforma ATS e dalle verifiche effettuate, a oggi sono 235 i casi di positività al Coronavirus. Dei 235 casi ci risultano: 37 deceduti, 39 dimessi dalle strutture ospedaliere dopo un periodo di ricovero, 84 presso il domicilio, 40 ricoverati e 35 guariti.

Si
ricorda che i dati forniti giornalmente sono riferibili ai casi che ATS rende
visibili ai Sindaci per la verifiche del rispetto delle quarantene e
l’eventuale assistenza sociale di cui necessitano i nostri concittadini
risultati contagiati. Il dato ricavabile dalla piattaforma ATS che vi forniamo
è l’unico che ci consente, a seguito anche dei contatti diretti con i cittadini
interessati, di potervi dare un quadro anche sul decorso sanitario di chi ha
contratto il virus (ricoveri, dimissioni, domiciliazioni, guariti e deceduti)
ed è diverso dal report quotidiano sui contagi divulgato da Regione Lombardia
che, comprensibilmente, fornisce un mero dato numerico che viene gradualmente
caricato nei giorni successivi sulla piattaforma ATS completo con l’anagrafica
dei casi stessi.

AGGIORNAMENTO – 20.4.2020: ORE 19.30

Dall’incrocio dei dati visibili ai Sindaci aggiornati sulla piattaforma ATS e dalle verifiche effettuate, a oggi sono 233 i casi di positività al Coronavirus. Dei 233 casi ci risultano: 34 deceduti, 29 dimessi dalle strutture ospedaliere dopo un periodo di ricovero, 87 presso il domicilio, 56 ricoverati e 27 guariti.

Si ricorda che i dati
forniti giornalmente sono riferibili ai casi che ATS rende visibili ai Sindaci
per la verifiche del rispetto delle quarantene e l’eventuale assistenza sociale
di cui necessitano i nostri concittadini risultati contagiati. Il …

Test: si o no?

Test sierologici: si o no?

La domanda giusta è quali test, con quali garanzie e con quale regia. Diversamente si assisterà all’ennesimo fai da te. E questo non farà che alimentare anche un certo odore di business che comincia ad aleggiare su molti interventi d’emergenza. Sono decine le aziende che offrono test a poco prezzo. Ascoltare Vittorio Agnoletto su Radio popolare (“37e 2” ) per credere. Ha cominciato la Regione Veneto a sperimentare, oltre ai tamponi, anche i test sierologici sui dipendenti della sanità e nelle case di riposo. Poi alcuni comuni hanno fatto da se. Cisliano in provincia di Milano, Castiglione d’Adda (Lodi), Robbio (PV). Quali test e con quali criteri (a chi?) somministrarli non è chiaro.

Ben venga quindi la lettera che molti sindaci dell’Area Metropolitana di Milano hanno scritto al presidente della giunta regionale, Attilio Fontana sulle modalità di introduzione dei test sierologici in Lombardia.  Lo annuncia il settimanale Il Notiziario:

“Il ricorso a questi test -si legge nella lettera firmata, tra gli altri, dai sindaci di Solaro, Arese, Bollate, Novate Milanese, Paderno Dugnano, può essere decisamente utile per capire quali persone possano essere immunizzate nei confronti del Covid-19 e, se effettuati massicciamente, per comprendere quale possa essere stata la reale incidenza dell’epidemia sulla popolazione.

Si
tratta quindi di una strategia diagnostica che è complementare ai tamponi, ma
non li sostituisce. 
La questione dell’affidabilità è centrale: pare infatti che alcune di queste
analisi forniscano risultati rilevanti in termini di “falsi positivi”, ossia di
persone che risulterebbero avere anticorpi contro il virus senza mai esservi
stati in contatto, esclusivamente per via di una debolezza della procedura.

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