Il “modello Milano”?

Confesso la mia diffidenza verso le politiche urbanistiche della Regione Lombardia che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate tutte favorevoli alla rendita fondiaria, alla speculazione edilizia e contro gli interessi più generali della città pubblica, disattendendo sempre le istanze “riformatrici” proclamate a parole.

L’interesse pubblico e le esigenze della parte lavoratrice dei cittadini per una casa accessibile sono sempre state deluse o, peggio, eluse.

A partire dalla Legge regionale del 2005 e poi via via deregolamentando e liberalizzando a sproposito. Dalle norme sul recupero dei sottotetti a quelle sul “consumo di suolo zero”fino a quelle sulla “rigenerazione urbana”.

Dietro il paravento di parole e immagini di riforme di buon senso –spesso tollerate e non contrastate con vigore anche dalla sinistra- si è fatta solo un’operazione di “marketing” per coprire la solita logica privatistica dell’urbanistica lombarda. Un’altra eccellenza di cui si comincia a discutere, per fortuna.

Le ragioni del pubblico interesse, dei beni pubblici, di norme e leggi per “regolare” la proprietà e l’interesse privato a favore della città pubblica sono sembrate -per anni- decisamente fuori moda e fuori tempo. I cantori del moderno sono sempre in agguato per far si che tutto cambi perché nulla cambi. Solo il “laisser faire” è stato il motto dei “modernisti”, veri amici della rendita.

L’urbanistica contratta è poi diventata uno slogan e una modalità che ha devastato ogni argine e ogni velleità riformista. E così anche il “modello Milano” è andato in crisi e ora comincia  a perdere slancio a fronte di nuove obiezioni, alle tante critiche e alle inchieste della magistratura milanese.

Serve una Salva Milano? Si secondo …

Anche l’ass.Granelli conferma..

Anche l’Assessore di Milano Marco Granelli, pasdaran delle vasche di laminazione sul suolo altrui, conferma che forse servono solo altre due vasche di laminazione per fermare e/o attenuare l’esondazione del Seveso.

Nell’ articolo sopracitato del quotidiano la Repubblica di oggi, l’assessore milanese sollecita la costruzione delle vasche di laminazione di Senago e di Lentate e non fa cenno alcuno a quella ipotizzata a Paderno Dugnano.

Bene. Allora bisogna riconsiderare la programmazione dei “grandi lavori” regionali e quelli del Comune di Milano.

Per la verità nell’articolo citato Marco Granelli afferma anche una verità scontata: bisogna ridurre l’asfalto a aumentare la superficie drenante. Cosa buona e giusta ma che non va d’accordo con il continuo consumo di suolo e l’impermeabilizzazione sfrenata, praticata dall’attuale giunta Sala.

Ultimi giorni per la mostra di Valerio Adami

La mostra delle opere di Valerio Adami resterà a Palazzo Reale ancora pochi giorni. Fino al 22 settembre. Un’occasione da non perdere per veder più di 60 opere di un grande pittore italiano contemporaneo, stimato in tutto il modo. Opere che Adami ha prodotto dai primi anni 60 fino al 2023.

Adami è un “pittore di idee”, così almeno è presentato dal catalogo della mostra, ma le mozioni che suscitano le sue opere sono profonde e persistenti.

Il suo percorso è originale. Da un tratto vicino al pop fino ad un linguaggio tutto personale fatto di colori uniformi e linee definite i suoi lavori riecheggiano, senza indugiare, alla storia dell’arte, della letteratura, del pensiero e dell’allegorico.

Eppure parlano di noi, del nostro vivere e delle nostre angosce. Basta osservarle, in silenzio e lasciarsi travolgere dalla potenza delle sue raffigurazioni.

SALA: la vasca di laminazione di Paderno non serve

La pioggia di ieri ha causato l’ennesima esondazione di Seveso e Lambro.La vasca di laminazione del Parco Nord ha retto l’urto delle acque del Seveso per qualche ora, fino alle 15.

Secondo la generalità degli osservatori è oramai evidente a tutti che le vasche di laminazione sono la soluzione a tutti i mali del nord Milano. Ma è davvero così? E poi i progetti in corso, almeno per quanto riguarda il torrente Seveso, sono davvero adeguati?

Secondo Repubblica di oggi c’è un orizzonte temporale per l’addio alle esondazioni. “E’ il Sindaco Sala ad indicarlo:” Per il Seveso ci vorrà un anno e mezzo o due,non di più perché di vasche di laminazione è sufficiente averne un’altra o due in più e il problema è risolto”. Le vasche in questione sono quelle di Senago e di Lentate.

Illuminante è la dichiarazione del Sindaco Sala che per la prima volta ammette che i progetti delle vasche sul Seveso sono sovra-dimensionati. La vasca di laminazione progettata di Paderno-Varedo non serve. Quindi fermiamola.