Firme contro l’autonomia differenziata

Sta per partire il “Coordinamento contro l’autonomia differenziata di Paderno Dugnano”. L’iniziativa, fa seguito al lancio della campagna nazionale per la richiesta dell’abrogazione-tramite Referendum- della legge Calderoli sull’Autonomia differenziata delle Regioni.

Le associazioni, i sindacati e i partiti tutti della maggioranza di centrosinistra di Paderno Dugnano si impegneranno da subito a raccogliere le firme per chiedere l’indizione di un Referendum abrogativo della legge Calderoli. Ne servono 500.000 a livello nazionale entro la fine di settembre.

Oltre alla raccolta diretta delle firme, che verrà promossa nei prossimi giorni in città, è già possibile firmare:

-presso l’URP del Comune di Paderno Dugnano;

-on-line al seguente indirizzo: “referendumautonomiadifferenziata.com”.

Successo della “pastasciutta antifascista”

Giovedì 25 luglio 2024

E’ stato un successo l’iniziativa della “pastasciutta antifascista”, organizzata dall’ANPI, presso il circolo ARCI di Palazzolo Milanese.

Tante adesioni e anche la possibilità di firmare per chiedere il Referendum abrogativo contro la legge Calderoli dell’Autonomia differenziata, grazie al banchetto organizzato dallo SPI-CGIL di Paderno Dugnano.

Una Città Metropolitana senza limiti?

Articolo di Ottorino Pagani:

“Nelle aree ex-Falk di Sesto S. Giovanni si preannuncia la trasformazione nell’ennesima “macchia di cemento” per soddisfare l’ennesima speculazione finanziaria sulla rendita fondiaria di un’area da bonificare, fortemente inquinata, anche di rifiuti radioattivi. Il contenzioso in discussione sembra essere: “visti gli alti costi della bonifica (circa 600 milioni) l’indice di edificabilità va aumentato, passando dagli attuali 0.9 concessi (a fronte del limite massimo di 0.6 previsto dal PGT di Sesto S.G.) al valore richiesto di 1,5 mc/mq. Per fare un raffronto il PGT di Milano fissa come tetto massimo un indice di edificabilità di 0,35 …” (vedi: Milano Today del 14 luglio 2024).

Il tema riproposto dalle richieste della società proprietaria delle aree investe diversi livelli dell’amministrazione pubblica (il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), che deve dare il placet al piano particolareggiato approvato dal Comune col parere di Regione e Città Metropolitana) e per questo suggerisce alcune considerazioni:

  • la propaganda di una élite, priva di alcuna sensibilità ambientale, per la “città infinita” al fine di asfaltare e cementificare ciò che è già troppo asfaltato e “cementificato” si scontra con le evidenze del collasso ambientale da inquinamento e consumo di suolo per usi urbani, comprese le infrastrutture che consumano quei pochi residui di campagna rimasti. In questo scenario: non dovremmo “capire” che esistono limiti  fisici e funzionali, superati i quali la crescita della città può portare alla sua stessa morte? Il superamento dei limiti fisici dello sviluppo urbano, la congestione che ne é derivata, il progressivo scadimento della qualità della vita, sono i motivi che dovrebbero indurci a frenare la corsa al gigantismo urbano.

Varedo.. parte l’area Snia

Dal settimanale Il Cittadino di MB apprendiamo l’inizio dei lavori nell’area ex Snia. Un’area dismessa che torna a vivere con accanto un insediamento della grande distribuzione (sulla Comasina) e accanto all’ipotesi di un vasca di laminazione sull’are a di Palazzolo. Dobbiamo fare attenzione.

“I cantieri degli insediamenti residenziali all’interno della ex Snia di Varedo partiranno entro settembre. In questi giorni di piena estate, si muove anche il primo progetto dell’area residenziale all’interno dello scacchiere dell’immenso sito dismesso. Il Gruppo Yeldo, società specializzata nella raccolta di capitali per fare operazioni immobiliari di livello istituzionale, annuncia la chiusura di una raccolta fondi da 2 milioni e mezzo di euro per costruire un complesso residenziale all’interno della area dismessa della ex Snia.

Sarà firmato da “Yeldo Crowd”, la piattaforma di equity crowdfunding del Gruppo Yeldo, il primo progetto residenziale interno alla ex area industriale semi-abbandonata da decenni. Quindi appartamenti, box auto e pertinenze, da collocare sui terreni che si affacciano su via Umberto I.

Il Comune di Varedo, esprime la sua soddisfazione per voce del vice sindaco Fabrizio Figini: «Chiaramente siamo contenti che giunga a compimento un percorso iniziato anni fa e che colloca un altro tassello nel recupero della ex Snia, uno dei più grandi siti ex produttivi e dismessi della Lombardia».

Il piano prevede un complesso residenziale composto da 88 unità abitative in un’area in corso di riqualificazione e valorizzazione. L’operazione comporterà lo sviluppo di un complesso residenziale situato in Via Umberto I, dotato di 88 fra appartamenti e ville e 152 box auto e distribuiti su un totale di tre edifici immersi nel verde all’interno di un’area di oltre 9.600 metri quadri, frutto di una progettazione architettonica che viene …