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Autore: Gianfranco Massetti (Gianfranco Massetti)
Rho-Monza Mitigazioni a rischio?
S’ingarbuglia la vicenda delle mitigazioni ambientali della Rho-Monza. Chieste a gran voce dal CIIRM e forse affossate dal Ministero che sembra voglia chiudere l’Osservatorio Ambientale preposto ai controlli. Il Comitato dei cittadini padernesi aveva avanzato una richiesta ufficiale a tutti gli enti preposti, con lettera del 18 aprile. In questa si paventava:
“L’ipotizzata chiusura dell’O.A. toglie dalla scena un Organismo Ministeriale che oltre a svolgere importanti e irrinunciabili funzioni di controllo e verifica delle prescrizioni dettate dai decreti ministeriali in materia, rappresenta per noi un interlocutore decisivo per la realizzazione del progetto di mitigazioni ambientali che abbiamo proposto. Il venir meno della regia intelligente del processo in corso rischia di compromettere e vanificare il lavoro complicato e faticoso svolto, anche con il nostro contributo , in questi ultimi anni, a tutti i livelli istituzionali.”
Il parlamentare M.De Rosa del M5S in un suo post del 4 maggio denuncia un fatto gravissimo: praticamente il controllato, che chiede di rimuovere il controllore: “Oltre al danno la beffa, è proprio il caso di dire, per i territori ed i cittadini interessati alla realizzazione della superstrada Rho-Monza. Il Ministero dell’Ambiente, su richiesta di Autostrade per l’Italia, ha di fatto acconsentito a disporre la chiusura dell’Osservatorio Ambientale (O.A.), incaricato di analizzare i dati relativi all’impatto che ha e avrà l’opera durante e dopo la sua costruzione, su territorio e cittadini stessi. La decisione sorprende in primo luogo per le tempistiche. Un governo ad interim, con un ministero di fatto vacante, non dovrebbe assumersi l’onere di portare avanti nel silenzio una simile iniziativa. Soprattutto se suggerita da una delle parti in causa. Sì perché a …
La giunta devasta il parco di via Gorizia Altro consumo di suolo
Una commissione territorio da dimenticare. Non per i numerosi cittadini presenti e per il buon lavoro dei consiglieri di opposizione ma per la sordità e l’arroganza del centrodestra e del reggente Bogani. Il vicesindaco introduce ribadendo la posizione della giunta. “La variante rappresenta un giusto compromesso, un giusto equilibrio”, usando il Parco del Seveso come schermo all’operazione sbagliata e speculativa di un privato costruttore. E dopo aver snocciolato tra osservazioni non ammesse, osservazioni accolte e osservazioni respinte conclude affermando che l’obiettivo pubblico (parco del Seveso) è superiore a questo sacrificio (parco di via Gorizia). In realtà la Giunta comunale – e i suoi tecnici- non risponde a nessuna delle numerose osservazioni tecniche e politiche avanzate dai 4 documenti presentati dai partiti di opposizione e dalle associazioni ambientaliste.
I consiglieri Giuranna, Caputo, Marelli e Biraghi hanno diversamente sottolineato le problematicità politiche, urbanistiche e tecniche della variante che la Giunta Comunale vuole approvare nel prossimo Consiglio comunale dell’8 maggio.
In particolare segnalo alcune osservazioni di particolare gravità:
1.La mancanza di un chiaro interesse pubblico non essendo serio l’interesse di fare un parco distruggendone un’altro;
2.L’indifferenza alle preoccupazioni di cittadini che numerosi, oltre 3.000, hanno presentato una petizione per chiedere all’Amministrazione Comunale di non approvare un simile scempio;
3.Le numerose deroghe presenti nella variante a favore dell’interesse del privato;
4.Il contenzioso in corso tra il privato e l’Amministrazione per il mancato pagamento dell’IMU che inficia i rapporti con la Pubblica Amministrazione;
5.La mancanza di un atto formale prodromico di svincolo del parco di via Gorizia dai beni indisponibili, prima di qualsiasi atto di permuta e di variante.
Infine la domanda più semplice …
Il capolavoro di Renzi Dal 40 al 18%.
In attesa della direzione del PD sarebbe facile rispondere all’arroganza di Renzi ricordando le sue frasi sprezzanti contro Bersani dopo le elezioni del 2013: “sbagliò un rigore a porta vuota”. Ma con quel risultato (il 25% dei voti) il PD, nel frattempo scalato da Renzi e dai numerosi che subito salirono sul suo carro a Roma come a Paderno, governò 5 anni. Dal 2013 al 2018.
In quegli anni il rottamatore (di chi voleva lui), con la stampa plaudente e prona, non solo conquistava legittimamente il PD ma lo orientava “day by day” verso posizioni sempre più moderate recidendo le poche radici sociali e culturali rimaste con la sinistra riformista italiana. Nei fatti attuava gran parte delle riforme di stampo berlusconiano: job acts, “buona scuola” e riforma elettorale. Ma soprattutto tradiva il programma elettorale di Italia Bene Comune che aveva portato in Parlamento non solo un bel numero di deputati e senatori ma anche una coalizione di centrosinistra unita attorno a un programma comune di governo.
Oggi, dopo aver perso anche nel Friuli Venezia Giulia e in Molise, cosa rimane del capolavoro politico di Renzi?
Un PD al 18% isolato e all’opposizione; un centrosinistra disintegrato, un Pd diviso e un gruppo di dirigenti renziani che auspicano un governo Lega/M5S per il paese. Complimenti a Renzi e a tutti i renziani che stanno giocando al “tanto peggio tanto meglio”.
I più accorti commentatori ed osservatori sono invece ormai convinti che finchè resta Renzi e la sua politica il PD è morto. Ma dal PD non arriva nessun segnale di una qualche forma di rinsavimento politico e di …
L’altro 1° Maggio Appello delle realtà di base
Ricevo da Rifondazione l’appello delle realtà del sindacalismo di base che da quest’anno hanno indetto un’altro corteo del 1°Maggio cambiandone la “natura” da May Day Parade” a “1°Maggio contro lo sfruttamento”. E’ un segno dei tempi si direbbe ma è anche ora di una nuova attenzione da porre alle nuove realtà dello sfruttamento e del lavoro precario e povero. Il sindacalismo confederale non può voltarsi dall’altra parte.
PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO
APPELLO 1 MAGGIO
A tutte le lavoratrici e ai lavoratori,
a chiamata, precari, subordinati sotto falsa partita iva, freelance, operai della logistica, delle cooperative, insegnanti, operatori del terzo settore, GDO, dipendenti pubblici e privati, artisti, intermittenti, disoccupati, agli studenti sfruttati con l’Alternanza Scuola-Lavoro, ai ricercatori, richiedenti asilo, g2, migranti e a tutti gli esclusi e ai marginalizzati dell’area metropolitana e non.
A tutte le realtà autoorganizzate, i collettivi, i comitati, le reti di realtà cittadine, i coordinamenti territoriali, le organizzazioni sindacali e politiche conflittuali.
La crisi continua a colpire duro le fasce più deboli della popolazione e a dilagare in tutta Europa nonostante opinionisti ed esperti strombazzino a reti unificate una ripresa inesistente. L’Unione Europea ed il suo braccio armato, la troika, preparano versioni aggiornate delle ormai consuete ricette di austerità: allo scopo di salvaguardare stabilità monetaria e bancaria, pareggio di bilancio e contenimento del debito pubblico, ci si accanisce sadicamente sulle nostre condizioni di vita e di lavoro.
A questo fronte di “guerra interna” si somma la violenza della guerra vera e propria combattuta o fomentata, dall’Ucraina all’appoggio a Erdogan, dalla complicità con Israele al interventismo sempre più marcato nel continente africano, che …
