Autore: Gianfranco Massetti (Gianfranco Massetti)

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Lavoriamo Insieme? Comunicato stampa di LeU

Ricevo dal coordinamento locale di LeU il seguente comunicato stampa che rilancio:

“ Il coordinamento cittadino di Liberi e Uguali di Paderno Dugnano accoglie con favore l’invito a partecipare ai “tavoli di lavoro aperti” proposti dalla lista civica “Insieme per Cambiare” con l’obiettivo di un confronto ad ampio raggio su quale futuro dare a Paderno Dugnano.

Liberi e Uguali di Paderno Dugnano ha in progetto anche di promuovere momenti di confronto anche su altri temi di interesse politico e programmatico, a partire dalla questioni relative alla legalità e alla trasparenza amministrativa, anche attraverso l’individuazione di politiche di contrasto delle attività criminali di stampo mafioso che in questi anni sono state al centro di numerose inchieste in tutta l’area metropolitana milanese e oltre.

Con lo stesso impegno, Liberi e Uguali di Paderno Dugnano intende continuare la battaglia politica contro le scelte dell’amministrazione cittadina di centrodestra in merito all’edificabilità dell’area verde di via Gorizia e all’ampliamento del centro commerciale Carrefour, esempi di una politica attenta solo agli interessi di pochi ma che è sempre più lontana dagli interessi generali dei cittadini tutti e senza più un’idea equilibrata di salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Allo stesso modo, il coordinamento cittadino di Liberi e Uguali di Paderno Dugnano raccoglie e rilancia il proprio sostegno all’appello “Mai più fascismi” rivolto a tutte le istituzioni democratiche perché si contrasti fermamente la diffusione di violenza, discriminazione, razzismo e xenofobia promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e nel web, in Italia come in Europa.”  Liberi e Uguali di Paderno Dugnano

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Sinistra Anno zero Primi dubbi nel PD padernese?

Riassumere il dibattito dentro la sinistra e dentro il PD è impossibile. Però qualcosa si muove, perfino a Paderno Dugnano, se sono vere le dichiarazioni riportate sul Notiziario in edicola questa settimana. La capogruppo del PD infatti afferma che “E’ il momento di esserci, di lasciar parlare e ascoltare, di spendersi in presenza, appoggio e attenzione, non nei salotti e neppur e nelle riunioni chiuse”. Ma che vorrà dire? Che ci sono stati troppi salotti e troppe assenze? Speriamo in un serio ripensamento su che cosa deve fare un partito della sinistra e non solo in un ennesimo cambio di facce, magari pilotato. Speriamo sia finito il tempo delle miracolose primarie che fino ad oggi hanno permesso solo di parlare di persone e mai di programmi. Non sembra così a livello nazionale. Il dibattito è ancora prigioniero della “falange” renziana.

Basta però guardarsi attorno e da molte parti della società civile (stampa, commentatori, intellettuali, associazioni, sindacato) si nota una discussione che il gruppo dirigente del PD non sembra voler fare. Perché? Forse perché ci sono, secondo il periodico L’Espresso e il filosofo Cacciari, ormai due linee: “Quelli che vogliono dar voce ai nuovi sfruttati e quelli che invece cercano voti nell’elettorato filo berlusconiano.E non ha senso continuare a convivere come separati in casa”. Anche la Sinistra Dem non sa cosa fare, come alcuni in Leu.

Interessante il convegno “Sinistra anno zero” del 7 aprile che ha visto inseme l’attuale reggente del Partito Democratico Maurizio Martina, Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di Art.1 – Mdp e dell’alleanza Leu. In platea anche Emanuele Macaluso, Cesare Damiano, …

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Carrefour contro Auchan? Ecco i difensori del commercio locale

Noto uno strano silenzio, in città, sull’ampliamento del Carrefour. Se ne parla poco.Eppure c’è una grande attivismo della giunta comunale che vuole chiudere subito anche questa insana partita.Prima, con il decreto del 6 marzo, ha escluso la possibilità di valutarne il suo impatto sul territorio escludendolo dalla Valutazione Ambientale Strategica; ora con la delibera di Giunta n.63 del 27 marzo ha dato avvio all’ultima fase, prima della sua adozione da parte del consiglio comunale.

Si vuole fare in fretta perchè? Perchè sta arrivando anche l’Auchan a Cinisello Balsamo? O il nuovo supermercato di Muggiò o quello ancora in programma di Bollate? Cosa è questa fretta? E’ funzionale agli interessi della città di Paderno Dugnano o agli interessi del Carrefour. O a quelli del neoconsigliere regionale Alparone?

E la Lega di Paderno Dugnano si è dimenticata del suo convegno del 24 giugno 2016 dal titolo “Quale futuro per il Commercio di vicinato? ” Un convegno a cui aveva partecipato anche l’assessore Bogani e che si concludeva con un comunicato che affermava solennemente: “Il Commercio di vicinato è la linfa vitale di ogni Territorio, di ogni Città. Nel tempo questa realtà è stata minata. I negozi danno risposte ai bisogni sociali, fanno da centro di aggregazione e da presidio. Se una Città perde il commercio di vicinato, perde una parte della sua anima.” Belle parole al vento? Acqua passata? E quel consigliere capogruppo che a più riprese aveva dichiarato la sua contrarietà alla Variante Carrefour ora che farà? Appoggerà il reggente Bogani? Sarà proprio la Lega che autorizzerà questa ennesima botta al commercio locale?

E quell’altro paladino del commercio di Palazzolo …

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Renzi e la bufala delle dimissioni Chiudere il ciclo renziano. di Piero Ignazi

Nell’apparente stallo della situazione politica generale  e locale continua la riflessione, animata più da commentatori esterni che dai protagonisti coinvolti, dopo la sconfitta del 4 marzo. La seguiamo con attenzione e riguarda Potere a Popolo, Liberi e Uguali e anche il PD. Non ultimo anche un articolo di Repubblica di ieri che si interrogava sui dubbi dell’area milanese ex-Pisapia. Cominciamo dal PD. Ecco quella più recente: di Piero Ignazi su Repubblica del 30 marzo.

Renzi e la bufala delle dimissioni

Il Pd rimane alla finestra a guardare, senza far nulla. La classica posizione dei depressi. C’è da capirlo. Una sconfitta così devastante, che ha portato il partito al minimo storico, annichilisce. Sette punti percentuali e 170 deputati in meno rispetto al risultato del 2013, giudicato allora dai renziani una sconfitta nonostante il Pd in coalizione con Sel godesse della maggioranza assoluta alla Camera, sono i dati duri e inoppugnabili della catastrofe.

Nonostante tutto questo, Matteo Renzi, il leader che ha condotto il partito al disastro, continua a spadroneggiare. Le sue dimissioni sono una delle più sonore fake news degli ultimi tempi. Riunisce i suoi in qualche caminetto discreto e indica le azioni che solerti luogotenenti rendono operative. Invece di assumere un atteggiamento di decoroso e doveroso distacco, l’artefice della peggior Waterloo della sinistra italiana continua a voler dettar legge.
Può farlo perché sappiamo con quale cura abbia confezionato liste di fedelissimi alle elezioni, assicurandosi un adeguato manipolo di yes- man in Parlamento. Grazie al controllo di gran parte dei gruppi parlamentari, come si è visto con la scelta dei capigruppo, continua a dare la linea. Che è quella dell’immobilismo: …

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Israele vergognati Non ti basterà uccidere tutti i palestinesi

Il nostro modo di manifestare appoggio alla causa palestinese e di condannare l’atteggiamento del governo israeliano che fa sparare sulla folla è quello di riprendere l’editoriale di un osservatore storico e attento del quotidiano il Manifesto che riproduco di seguito. Non basterà uccidere tutti i palestinesi perché Israele si senta sicura in terre che in gran parte non sono sue.

Il «panico» del ritorno uccide la pace. di Zvi Schuldiner  Il Manifesto 31.03.2018

Israele/Palestina. Di fronte a un atto simbolico evocante l’idea del ritorno, l’uso della forza da parte israeliana è un messaggio ben chiaro: chi vuole attraversare la frontiera può essere solo un uomo morto. 

” Non è un semplice scontro e non lo si può misurare solo con il numero delle vittime. Comunque, a poche ore dall’inizio degli incidenti alla frontiera che chiude la Striscia di Gaza, i morti mentre scriviamo sono già quindici e centinaia i feriti.

Già nelle scorse settimane, la tensione era palpabile e sempre più crescente: le varie manifestazioni in programma recavano un titolo, «la marcia del ritorno», che scuoteva l’essenza stessa di Israele. Il ritorno dei rifugiati palestinesi.

Il ritorno di quanti furono espulsi dalle loro case o decisero di fuggire nel 1948. La guerra del 1967 cambiò la realtà territoriale del conflitto israelo-palestinese e la questione territoriale offrì – forse lo fa tuttora – la possibilità di arrivare un accordo storico fra i due popoli, fra due movimenti cresciuti a partire dalla fine del XIX secolo.

Da una parte, il sionismo che proponeva «il ritorno alla terra dopo l’espulsione» quasi duemila anni prima; dall’altra il nazionalismo palestinese che iniziava a manifestarsi e …