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Riprendiamoci la Costituzione. Le ragioni del NO

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Serata intensa e partecipata quella di giovedì sera in aula consiliare a cura del Comitato per il No al Referendum di Paderno Dugnano. Cerco di riassumere in pillole un dibattito serio e non semplice da riportare.

Introduce Andrea Capolongo dichiarando l’obiettivo della serata che è, richiamando Einaudi, quello di”conoscere per votare”. Una serata che vedrà l’illustrazione e la discussione non solo della proposta di revisione Costituzionale ma anche della legge elettorale detta “Italicum”. Questo perché le due norme sono legate in maniera stretta. E comincia anticipando che non è possibile affermare che la prima parte della Costituzione (quella dei diritti)  è rimasta intatta mentre è cambiata solo la seconda (quella dei poteri). Perché la Costituzione è unica e unitaria e le due parti sono indissolubili: non si può modificare la seconda parte senza “torcere” anche la prima come invece qualcuno vuol far credere.…

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Chi e perché ha ucciso Aldo Moro La democrazia violata. Di Marco Coloretti

moro immagL’intervento dell’onorevole Gero Grassi, esponente PD, venerdi sera in aula consiliare non si può nemmeno lontanamente riassumere in quattro righe. Gero Grassi ha studiato a fondo gli atti ufficiali del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro e ci ha dimostrato di essere in grado di parlare ininterrottamente per più di due ore del caso Moro, fornendo una sintesi politica, storica e sociale dei fatti del tutto lucida e appassionata.

Per chi volesse approfondire e recuperare la mole di informazioni inerenti l’omicidio dello statista democristiano può accedere al sito del parlamentare – gerograssi.it.

Quello che a me resta da fare è cercare di trasmettere il senso di una serata come quella a cui ho partecipato, uscendone ancora più consapevole che cercare la verità sui fatti oscuri del nostro passato (dalle stragi di stato al terrorismo, dai delitti eccellenti – Moro e Mattei – alle ombre criminali che ancora si aggirano tra noi) significa difendere e rafforzare la nostra democrazia, troppo spesso violata.

Per questo, di Moro, sacrificio umano sull’altare di interessi occulti nazionali e sovranazionali, “non si può resuscitare il cadavere ma occorre rendergli giustizia”. Perché il caso Moro è il caso Italia.

Gero Grassi non ha avuto remore a ricostruire i fatti partendo proprio dai tanti nodi che si sono intrecciati intorno alla vicenda umana e politica di Aldo Moro.

Ha parlato di più livelli di complicità intercorsi tra soggetti lontani tra loro sia dentro lo scenario nazionale (l’Arma dei carabinieri che nei suoi vertici “tifava” per una soluzione greca o cilena della crisi di quegli anni insieme agli esecutori materiali del delitto, le Brigate Rosse) sia dentro lo scenario …

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Esempi di quotidiano coraggio Una riflessione su mafia e legalità di Marco Coloretti

serata legalitàRicevo da Marco Coloretti, consigliere comunale gruppo PD e Vicepresidente della Commissione Legalità, una riflessione che volentieri pubblico:

” Giovedi sera in biblioteca Tilane ho avuto la fortuna di ascoltare i racconti di tre donne che, da scrittrici e giornaliste, si sono occupate di narrare le vite di diverse persone – anche in questo caso, per la maggior parte donne – il cui destino si è intrecciato con l’illegalità e la criminalità mafiosa. Per la cronaca, erano presenti la giornalista Serena Uccello con il libro testimonianza “Generazione Rosarno”, una storia corale di giovani studenti le cui vite sono state segnate dalla ‘ndrangheta, vuoi perché figli di boss vuoi perché figli di vittime, che si ritrovano a condividere la vita di tutti i giorni nelle stesse aule di scuola; la redattrice di Narcomafie Marika Demaria con il libro “La scelta di Lea” dedicato ad una donna, Lea Garofalo, che ha scelto di ribellarsi al suo destino di moglie e sorella di boss per regalare una vita diversa alla figlia, la quale, ancora minorenne, a sua volta si ribellerà alla sudditanza familiare mafiosa tanto da consentire la condanna del padre per il barbaro omicidio di Lea; la sceneggiatrice di cinema e televisione Monica Zapelli, autrice della sceneggiatura de “I cento passi” e “Lea” e del romanzo “Il cielo a metà” che narra un’altra storia di mafia in cui ancora una volta è protagonista una donna che si ribellerà alla tradizione familiare mafiosa.

La serata è stata aperta dall’intervento di Gaia Baschirotto, del presidio locale di Libera, associazione di associazioni e singoli cittadini per una cultura …

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Firma per la “Carta dei diritti universali del lavoro” E per i diritti dei lavoratori della NARDI di Palazzolo

Sernaglia_Nardi_eletrodomesticiE’ di questi giorni la notizia di una lesione grave dei diritti del lavoratori della NARDI. Ne danno notizia il Corriere della Sera del 23 maggio con un articolo di Giampero Rossi che ripercorre la storia della lotta alla Nardi, storica fabbrica di cucine di Palazzolo Milanese e dei 30 lavoratori superstiti che attendono ormai da 12 mesi lo stipendio e dal 6 di luglio scadrà anche la cassa integrazione. In una nota gli operai dicono che si lamentano di “non ricevere nulla in cambio, neanche la più semplice, minima e doverosa trasparenza relativa all’andamento dell’azienda e degli eventuali sviluppi in corso”. Per quanto in noi tutta al nostra solidarietà ed un invito ai consiglieri del PD a presentare una interrogazione urgente per spingere  l’Amministrazione Comunale a intervenire e la direzione della Nardi a far fronte ai propri impegni ricordando a entrambi la delicatezza del destino di quell’area industriale in  via Como. Un’area che deve restare produttiva. Il destino dei lavoratori della Nardi ci riporta ad una battaglia più generale per i diritti  di tutti i lavoratori: battaglie che si cerca di oscurare e che il governo non sostiene.images5-610x350

Per questo è urgente ascoltare l’invito della CGIL a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare sulla “Carta dei diritti Universali” e per i 3 referendum abrogativi delle storture del Jobs Act. Da qualche settimana è possibile infatti sottoscrivere le proposte di iniziativa popolare anche presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) di Paderno Dugnano nei seguenti giorni e orari:…

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Verso un sogno collettivo Paderno in corto 3

Locandina CORTI-3Pubblichiamo una riflessione di Alessandro Amato, animatore, curatore ed ideatore della rassegna “Paderno in Corto”. La serata del 19 maggio ha avuto uno straordinario successo di pubblico tanto che la direzione di Area Metropolis 2.0 è dovuta intervenire per impedire l’accesso alla sala Pasolini a più di 50 persone per motivi di sicurezza. L’altra  sorpresa è stato il clima culturale della serata che ha evidenziato l’esistenza di un gruppo  di giovani filmaker italiani che aspettano questo appuntamento come un’occasione importante per il loro lavoro culturale. Da qui sembra nascere una specie di “star-up” che volentieri assecondiamo. Ecco il suo testo:

” Se la terza edizione di “Paderno in corto” – tenutasi al cinema Metropolis nella serata di giovedì 19 – è stata un successo, indubbiamente lo si deve ad almeno due fattori. In primo luogo, l’intreccio tra la passione con cui il Circolo Culturale Restare Umani ha curato la realizzazione dell’evento e la generosità con cui Fondazione Cineteca Italiana ha messo a disposizione spazi, mezzi e personale. Poi la disponibilità degli autori-videomakers e del pubblico a incontrarsi per dialogare apertamente. Per scoprirsi (in più di un senso) e riconoscersi reciprocamente materia viva di un discorso umano (direi umanizzante, soprattutto nel contesto contemporaneo) sulla creatività… La più grande soddisfazione, ad uscita sala, è stato trovare l’interesse di molti a proseguire un confronto con e l’oggetto filmico e l’attività artistica ad esso sottesa. FB_20160522_09_47_36_Saved_PictureCosì l’aver dovuto mandare a casa decine di persone causa sovraffollamento è risultato doppiamente frustrante, perché colti da un sentimento di    costernazione in merito all’impossibile inclusione delle stesse nella straordinaria esperienza vissuta.  In breve… Ci dispiace tanto. Vi avremmo …