Ci vorrà un po’ di tempo per capire le dinamiche elettorali, nazionali e locali. Questa mia nota quindi è solo una prima impressione, a caldo, col pregio del sentimento ma con il difetto dell’analisi razionale che solo i numeri, ben compresi, potranno dare. I dati generali e locali sono rintracciabili ovunque. Una cosa è certa, dopo il deludente e disastroso risultato del centrosinistra e della sinistra non si po’ pensare di continuare con piccoli aggiustamenti. Di linea, di immagine, di messaggio, di marketing, di manovra. Serve un cambiamento radicale e di sostanza. Serve una rivoluzione copernicana: un big bang.
Non si può continuare così. Non in Italia e non a Paderno Dugnano. Non nel PD e neppure fuori dal PD. O si capisce questo o si muore (politicamente). Di fronte ai risultati che vedono il centrosinistra e la sinistra ai minimi storici dal dopoguerra, chi si attarda ad analisi già ripetute, ipotesi inesistenti e furbizie di manovra per non ammettere la dura necessità di rivoluzionare tutto il centrosinistra e la sinistra, fa perdere tempo e distrae dalla direzione da intraprendere.
Intanto la sinistra e il centrosinistra sono stremati e ai limiti della sopravvivenza. L’Italia è divisa tra il giallo dei grillini e il blu del centrodestra a guida leghista. Il PD che è apparso senza un profilo, né carne né pesce, ha visto l’illusione del 40% delle europee (erano voti in prestito dal centrodestra) svanire nella sconfitta del 19%. Ora non serve chiudersi nel bunker con i fedelissimi per resistere. Né serve una blanda riflessione in Liberi e Uguali. Rifare il PD, rifare il centrosinistra, rifare la sinistra. Ognuno scelga …



