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Dopo la sconfitta Serve una rivoluzione copernicana

Ci vorrà un po’ di tempo per capire le dinamiche elettorali, nazionali e locali. Questa mia nota quindi è solo una prima impressione, a caldo, col pregio del sentimento ma con il difetto dell’analisi razionale che solo i numeri, ben compresi, potranno dare. I dati generali e locali sono rintracciabili ovunque. Una cosa è certa, dopo il deludente e disastroso risultato del centrosinistra e della sinistra non si po’ pensare di continuare con piccoli aggiustamenti. Di linea, di immagine, di messaggio, di marketing, di manovra. Serve un cambiamento radicale e di sostanza. Serve una rivoluzione copernicana: un big bang.

Non si può continuare così. Non in Italia e non a Paderno Dugnano. Non nel PD e neppure fuori dal PD. O si capisce questo o si muore (politicamente). Di fronte ai risultati che vedono il centrosinistra e la sinistra ai minimi storici dal dopoguerra, chi si attarda ad analisi già ripetute, ipotesi inesistenti e furbizie di manovra per non ammettere la dura necessità di rivoluzionare tutto il centrosinistra e la sinistra, fa perdere tempo e distrae dalla direzione da intraprendere.

Intanto la sinistra e il centrosinistra sono stremati e ai limiti della sopravvivenza. L’Italia è divisa tra il giallo dei grillini e il blu del centrodestra a guida leghista. Il PD che è apparso senza un profilo, né carne né pesce, ha visto l’illusione del 40% delle europee (erano voti in prestito dal centrodestra) svanire nella sconfitta del 19%. Ora non serve chiudersi nel bunker con i fedelissimi per resistere. Né serve una blanda riflessione in Liberi e Uguali. Rifare il PD, rifare il centrosinistra, rifare la sinistra. Ognuno scelga …

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E la mafia? L'appello di Avviso pubblico

In Italia la lotta alle mafie e alla corruzione sembra essere un problema ormai risolto.

Sarà per questo, infatti, che in campagna elettorale la tematica non è oggetto di discussione e in alcune liste sono state candidate persone discutibili.

Leggendo i programmi elettorali delle diverse forze politiche si resta amaramente sorpresi nel constatare come le parole “mafie”, “corruzione”, “legalità” siano o assenti o citate pochissime volte, contrariamente a parole come “tasse”, “pensioni”, “immigrazione” e “sicurezza”.

In Italia non passa giorno in cui non vi siano arresti per mafia e corruzione, che si sequestrino e confischino beni e aziende per milioni di euro, che si celebrino processi con decine di imputati. Non solo al Sud, ma con sempre maggiore frequenza anche al Centro-Nord.

Agli “Stati generali della lotta alle mafie” organizzati a Milano dal Ministero della Giustizia e a “Contromafiemafiecorruzione” organizzata da Libera a Roma è stato forte l’allarme lanciato da diversi esponenti della magistratura, delle forze di polizia, del mondo accademico, sociale e religioso rispetto all’occupazione e al condizionamento mafioso della politica e dell’economia. Forte è stato anche il richiamo alla necessità di applicare nell’immediato alcuni recenti provvedimenti normativi, come il nuovo Codice antimafia, nonché di operare sul versante educativo e culturale, investendo risorse per potenziare il lavoro che si sta portando avanti da diversi anni in tante scuole e università italiane. Si tratta di preoccupazioni e richieste riportate anche nella Relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia presentata alcuni giorni fa.…

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L’errore di Alparone Non solo campagna elettorale

Nonostante sia in pieno svolgimento una delle campagne elettorali, per il Consiglio regionale  e per il Parlamento, più fiacche e più incolori degli ultimi anni, alcuni volenterosi (singoli, associazioni ma anche partiti politici) non dimenticano i problemi della città di Paderno Dugnano.

In particolare il “Coordinamento Re3” continua la sua opera di informazione per fermare uno dei peggiori atti amministrativi del centrodestra padernese e del candidato alle regionali Marco Alparone

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Serata Boldrini Buona partecipazione, assenti le istituzioni

Ieri sera Liberi e Uguali ha offerto alla città una bella serata di riflessione e di proposte anche grazie al Presidente della Camera Laura Boldrini. La sala consiliare gremita di circa 150 persone attente, giornalisti frenetici e servizio d’ordine discreto e impeccabile. Prima candidati competenti e efficaci (Caglini, Cavalli, Parrozzi e Zaccarini ) hanno introdotto il discorso centrale di Laura Boldrini. Chi si è augurato che questi anni possano diventare  non quelli dell’indifferenza ma quelli della cura delle persone, dell’ambiente e di sé  e chi ha raccontato la sua esperienza  nella cooperazione internazionale e nel volontariato. Le tematiche di genere sono state un altra riflessione centrale (la 194, i consultori,la sanità, le molestie..).Cavalli invece ha ragionato intorno alla necessità di una campagna “culturale” più che elettorale contro egoismi, apatia, falso federalismo, ritorno di fascismi, razzismi e mafia.

Infine Laura Boldrini che con semplicità e naturalezza ha raccontato la sua esperienza professionale con i rifugiati dell’ONU e la chiamata alla responsabilità politica. Un impegno a rimettere al centro le persone e i loro diritti: dai disabili, ai pensionati, agli emarginati agli immigrati e a tutti coloro che hanno problemi ad arrivare, con dignità alla fine del mese nonostante la ripresa. Ha raccontato la campagna di odio scatenata contro di lei da Salvini e come questa si sia trasformata anche in un boomerang di simpatia.  Infine la centralità della questione di genere. “Siamo il 51% della popolazione e dobbiamo esigere di essere rispettate, nel lavoro, nella politica come nella nostra vita privata. Perché ho aderito a Liberi e Uguali? Per una alternativa alla politica come tecnica di potere. Per una  politica che …

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Un voto utile Ma per cosa?

Si avvicina la scadenza elettorale del 4 marzo e francamente il panorama politico non è incoraggiante. Né per l’Italia e neppure per la sinistra. Non parliamo del centrosinistra, oggetto ormai scomparso dai radars dei leaders politici. Mentre tutti i partiti si vanno posizionando, quasi fosse un gara e non un confronto per la democrazia e per il progresso del paese, si moltiplicano le voci della ricerca di un voto utile. E’ giusto: bisogna ascoltare, capire e poi cercare di dare un voto utile al paese. Io dal canto mio mi auguro un successo di tutte le forze che in qualche modo fanno riferimento all’idea del progresso del paese e non della conservazione o del regresso. Regresso che, dopo i fatti di Macerata, sembra affacciarsi non solo sul piano culturale ma soprattutto sul piano politico.

Ciò detto non comprendo come alcuni amici, anche i più avvertiti, sembrino smarriti dall’offerta politica in campo. La loro rassegnazione sembra sottovalutare lo stato disastroso delle forze della sinistra e del progresso in Italia. Proprio per questo serve una consapevolezza nuova. Se le previsioni elettorali sono vere ci sarebbero 3 schieramenti politici quasi equivalenti (Centro destra, M5S e Pd + liste alleate) e una nuova sinistra (Liberi e Uguali).  Soprattutto qui da noi e in tutto il Nord, nei collegi uninominali, la partita sembra essere tra Centrodestra e M5S avendo il PD dilapidato il proprio consenso elettorale negli ultimi anni dei governi Renzi e Gentiloni.

Quindi cosa è il voto utile al Nord? Utile a chi? Non certo al PD che appare fuori gioco.                                  In questo contesto serve un voto per confermare le politiche del no …