Stamattina al Teatro Brancaccio di Roma c’è stata la presentazione di “La prima cosa bella”; il lancio ambizioso e impegnativo, in una fase così faticosa per la politica e per i partiti di centrosinistra. La parola d’ordine della convention nazionale di “Campo progressista”, progetto di Giuliano Pisapia è stata “allargare” il campo del centrosinistra.
Le adesioni arrivate da tutta Italia sono tantissime e per ora tutte le tappe toccate hanno fatto il pieno di attivisti e curiosi. Roma è stata l’occasione per lanciare ufficialmente le “Officine delle idee”, vero cuore pulsante del Campo progressista, i luoghi dove nascerà il programma per governare l’Italia nel 2018.
Motivo in più per dare il palco della convention principalmente ad esponenti della società civile che si sono alternati nella mattinata romana. Poi, ci sono stati anche quei pezzi del ceto politico che hanno già dichiarato il loro interesse per il progetto, dal nuovo Movimento Democratico e Progressista alle esperienze civiche delle amministratori locali che si sono riconosciute nella rivoluzione arancione sperimentata con successo dalla giunta milanese.
L’idea è quella di far emergere “quella spinta dal basso” che secondo Pisapia servirà a ridare l’ossigeno a una politica che ha perso legami e connessioni con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Presenti anche i personaggi noti della vita politica e istituzionale: da Laura Boldrini a Pierluigi Bersani, da Gad Lerner fino ai diversi esponenti di fede prodiana che vedono nel Campo progressista un’opportunità di rinascita di un nuovo Ulivo.
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