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Nasce Campo progressista Oggi a Roma e in tutta Italia.

Stamattina al Teatro Brancaccio di Roma   c’è stata la presentazione  di “La prima cosa bella”; il lancio ambizioso e impegnativo, in una fase così faticosa per la politica e per i partiti di centrosinistra. La parola d’ordine della convention nazionale di “Campo progressista”, progetto di Giuliano Pisapia  è  stata “allargare” il campo del centrosinistra.

Le adesioni arrivate da tutta Italia sono tantissime e per ora tutte le tappe toccate hanno fatto il pieno di attivisti e curiosi. Roma è stata l’occasione per lanciare ufficialmente le “Officine delle idee”, vero cuore pulsante del Campo progressista, i luoghi dove nascerà il programma per governare l’Italia nel 2018.

Motivo in più per dare il palco della convention principalmente ad esponenti della società civile che si sono alternati nella mattinata romana. Poi,  ci  sono stati  anche quei pezzi del ceto politico che hanno già dichiarato il loro interesse per il progetto, dal nuovo Movimento Democratico e Progressista alle esperienze civiche delle amministratori locali che si sono riconosciute nella rivoluzione arancione sperimentata con successo dalla giunta milanese.

L’idea è quella di far emergere “quella spinta dal basso” che secondo Pisapia servirà a ridare l’ossigeno a una politica che ha perso legami e connessioni con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Presenti anche i personaggi noti della vita politica e istituzionale: da Laura Boldrini a Pierluigi Bersani, da Gad Lerner fino ai diversi esponenti di fede prodiana che vedono nel Campo progressista un’opportunità di rinascita di un nuovo Ulivo.

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Non solo Giulio Regeni Le violazioni dei diritti umani in Egitto.

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Questo blog sostiene da un anno il simbolo giallo della campagna di Amnesty International per la verità sulla morte di Giulio Regeni. E’ quindi naturale e doveroso, a un anno dalla sua scomparsa e alla vigilia dell’anniversario, ormai sempre più sbiadito, della rivoluzione egiziana del 2011 rilanciare l’informazione di un convegno a Milano che fa il punto sulla situazione dei diritti umani in Egitto. A organizzarlo il prossimo venerdì 20 gennaio ore 9.30 – salone Valente di via San Barnaba, 29 Milano, l’Ordine degli avvocati di Milano, COSPE onlus, Amnesty International, il Festival dei Diritti Umani e Aoi (cooperazione e solidarietà internazionale) con il patrocinio del Comune di Milano. L’evento, in collaborazione con Articolo 21, Radio Popolare, Colomba Cooperazione Lombardia, vedrà numerosi ospiti e tanti casi di attivisti egiziani, vittime di soprusi, abusi, incarcerazioni arbitrarie, torture e ingiustizie.

Ecco il comunicato stampa che accompagna la convocazione del convegno : “La terribile vicenda di Giulio Regeni è servita a fare luce su una sistematica violazione dei diritti umani, politici e civili che ha luogo in Egitto quotidianamente e che ha visto un peggioramento progressivo dal colpo di stato di Al Sisi, fautore di un processo di normalizzazione contro l’opposizione laica e islamista, e di una repressione che ha già fatto migliaia di vittime.

Ogni mezzo è valido per mettere a tacere i dissidenti e i difensori dei diritti umani: messa al bando di organizzazioni civili con l’accusa di legami con il terrorismo, interdizione di viaggiare all’estero, arresto arbitrario, aggressione fisica degli attivisti. Attualmente sono più di 40.000 i prigionieri politici, 464 gli attivisti scomparsi, 1676 i casi di tortura (fonte

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Tranvia Milano-Limbiate Un aggiornamento

aaeaaqaaaaaaaagmaaaajdi1ymjmn2qwlwu0ztmtndnhyi04zdkwltqwnjjlyjnjmzkznaDella situazione,  poco chiara,  della tranvia Milano Limbiate si sta occupando anche Efrem Maestri, consigliere PD di Paderno Dugnano e Vicepresidente del Consiglio Comunale, che interviene aggiornando  tutti gli interessati a questa battaglia. Accolgo il suo invito a faccio girare le informazioni. Ecco il suo resoconto: ..”Ho sentito Siria Trezzi, sindaca di Cinisello Balsamo e consigliera delegata Mobilità per la Città Metropolitana di Milano.

Pur non essendo più la Milano-Limbiate di competenza di Città Metropolitana, bensì del Comune di Milano proprietario della linea, mi ha detto che comunque monitorerà la situazione, anche e soprattutto a seguito della non approvazione del progetto definitivo e al definanziamento dell’opera (lo “scippo di Expo”).

A novembre 2016 il Comune di Milano si è detto disponibile ad assumere il ruolo già della Provincia, ovvero a completare (a cura di MM) il progetto definitivo e ad inoltrare istanza al Ministero per un importo corrispondente al finanziamento revocato.

Comune di Milano ha inoltrato istanza il 18/11/2016 al Ministero delle Infrastrutture per 58,9 milioni di € (primo lotto funzionale Milano Comasina M3 – Varedo Deposito) a valere su fondi sviluppo e coesione.

Sorte, assessore trasporti Regione Lombardia, è disponibile a destinare la propria quota regionale già impegnata per l’attuazione della ricostruzione (12,8 milioni €) ad un intervento di manutenzione straordinaria della linea per il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Regione è altresì disponibile a stanziare fondi aggiuntivi per il rinnovo completo del materiale rotabile (6 tram bidirezionali), anche perché agli attuali tram molto probabilmente Ustif direbbe che mancano i requisiti minimi di sicurezza.

Le iniziative sopra riportate saranno attenzionate a Ustif (Ufficio Speciale Trasporti a Impianti Fissi), la …

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Le banche e la povertà di Chiara Saraceno

220px-Chiara_Saraceno_-_TrentoIl tema della povertà e dell’Italia che fatica non è trendy. Una certa narrazione della politica moderna (a partire da Berlusconi) ci ha abituati, o illuso, all’ottimismo e a pensare che guardare in faccia le difficoltà di tanti italiani sia “disfattismo”. Invece è l’unico modo per capire davvero questo paese. Tra i pochi che da sempre si occupa con onestà e grande professionalità di questi temi c’è Chiara Saraceno, forse la più grande sociologa italiana. Io, anche per professione, la seguo con particolare attenzione. Saraceno non smette mai di studiare, di analizzare, di criticare e di proporre anche se la politica l’ascolta troppo poco. Oggi un suo nuovo articolo sul quotidiano La Repubblica fa riflettere fin dal titolo: “Le banche da salvare e la povertà dimenticata”. Val la pena rileggerlo.

“CI SONO molte buone ragioni perché lo Stato intervenga a sostegno delle banche. Accanto alla protezione dei piccoli risparmiatori ingannati da impiegati senza scrupoli e soprattutto da amministratori non particolarmente competenti, occorre anche evitare un effetto domino sull’intero sistema creditizio italiano, con conseguenze devastanti sulla tenuta dell’economia del Paese. Anzi, come è stato osservato da più parti, nel caso Monte dei Paschi l’intervento è stato troppo tardivo e preceduto da decisioni pasticciate e inefficaci, che hanno fatto ulteriormente alzare il prezzo del salvataggio.
In questa vicenda rimane tuttavia lo sconcerto per l’enorme scarto che c’è tra i fondi stanziati per questo e precedenti salvataggi più o meno riusciti, uniti alla inefficacia dei controlli e alla incompetenza degli “esperti, e l’estrema riluttanza con cui si procede nel campo delle politiche sociali, che pure dovrebbero essere considerate una forma indispensabile di investimento …

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Lo scontento dei giovani democratici E quelli di Paderno cosa dicono?

gd_linksitogenerico-400x250Qualcuno forse storcerà il naso ma noi non siamo abituati a nascondere la realtà. Per questo diamo voce all’appello dei giovani Pd: perché vogliamo un altro PD. Non tutti sono ripiegati o sdraiati sulle politiche governative “a prescindere” da come sono e da come funzionano. Quando si fanno delle cose bene si applaude, quando le riforme non convincono si critica. Oggi a criticare sono molti giovani democratici del PD. Dovremmo nasconderlo? Non dobbiamo ascoltarli? Sono gufi anche loro? Aprire gli occhi e le orecchie è il solo modo per aprirsi all’ascolto di quello che dicono gli altri che non sono d’accordo con noi. Troppo facile ascoltare quelli che invece ci applaudono. C’è una sostanziale differenza tra propaganda e politica che, forse, non tutti sono in grado di cogliere. Se ripubblico il testo della lettera non è per far polemica con un Ministro ma per carcere di capire il malessere di una generazione che scrive al suo ministro  partendo da considerazioni che vanno ascoltate. Anche a Paderno Dugnano. Di seguito il testo della lettera:

* * *

“Al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti indirizziamo questa lettera che non avremmo mai voluto scrivere, ma che ormai, di fronte alle sue parole, non possiamo più trattenere.

Le sue recenti dichiarazioni riguardanti una certa categoria di giovani che sarebbe meglio perdere che trovare ci hanno lasciati a dir poco basiti. A nulla sono servite scuse e rettifiche, perché quello che per lei potrà rappresentare un piccolo “inciampo” politico, per la nostra generazione rappresenta invece una dolorosa quotidianità.

Sì perché lei è stata, con quelle affermazioni, l’ennesima persona che ha trattato con leggerezza e superficialità …