Gli amici di Liberi e Uguali di Paderno Dugnano hanno avviato una discussione intensa, venata da preoccupazioni per le sorti democratiche del paese, e ragionato su come proseguire un cammino utile per la città. Bene. Intanto voglio continuare una riflessione sul che fare. Io credo che tutti si debba prendere atto della sconfitta storica della sinistra e del centro sinistra. Se una gran parte dei cittadini ci hanno voltato le spalle non è perché loro non hanno capito bene o noi non ci siamo spiegati bene. Questo è il solito leitmotiv di chi non vuole capire. No. E’ proprio quello che abbiamo fatto e detto che è sbagliato ed è da cambiare. Se non si fa questo semplice ragionamento nulla si potrà recuperare.
Vedo qualcosa di simile nelle parole di Laura Boldrini (La Repubblica del 12 marzo): “c’è bisogno di una forza progressista. Bisogna cambiare. Non perché tutto resti com’é, ma perché tutto cambi davvero: visione, linguaggi, parole d’ordine, proposte, azioni.”. Non vedo altrettanta consapevolezza nella relazione di Maurizio Martina alla recente direzione del PD. Non si tratta infatti di “ripartire dal circolo PD di Fuorigrotta” ma semmai dal quartiere di Fuorigrotta di Napoli. E’ il cambio di paradigma che non si vede, e poi non c’è nessuna riflessione sui motivi della sconfitta.
Ma veniamo a noi e alla durezza dei risultati locali. Guardando la consistenza e la frammentazione delle forze progressiste alcune domande sono inevitabili: può il PD sperare di vincere da solo le prossime elezioni comunali del 2019 con il 22,37%? E cosa pensano di fare i Progressisti di Pisapia con lo 0,22%, Potere al Popolo con lo …



