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A.GE.S. e le farmacie comunali

Articolo di Ottorino Pagani:

“Le riviste di settore suggeriscono alcune considerazioni sul ruolo che potrebbero avere le farmacie comunali: “oltre alle risorse reinvestite nei sistemi di welfare locale, che sono una costante importante e rilevante, le farmacie comunali sono uno spazio di primo ascolto del cittadino e del ruolo relazionale del farmacista. Sono i presidi sanitari più vicini ai cittadini, dove trovare con orari continuati un operatore della salute con cui confrontarsi. Valorizzando la loro funzione ed emancipando il ruolo del farmacista dal venditore di prodotti si avrebbe un ritorno in termini di salute e una potenziale diminuzione dei ricoveri, con un risparmio per il Sistema sanitario nazionale..

Non a caso, «dall’indagine Ipsos su “Ruolo e reputazione del farmacista e delle farmacie” di questa primavera, 4 farmacisti su 10 pensano che dal punto di vista operativo le innovazioni degli ultimi anni abbiano prodotto disagi oltre che benefici. Causa di ciò sarebbe la burocrazia in costante aumento. Non stupisce quindi sapere che tra i farmacisti aumenta l’interesse per l’assistenza infermieristica, la telemedicina e il deblistering, a patto però che sia possibile un aumento di organico ed una riorganizzazione degli spazi» …

Le farmacie comunali di Paderno Dugnano sono gestite dalla società pubblica “Azienda Gestione Servizi” (A.GE.S.) che recentemente ha ricevuto dal socio unico (il Comune) la delega per la gestione di un nuovo servizio pubblico: la “Gestione degli spazi di coworking ed aule / spazi studio. – previa realizzazione di un nuovo e moderno edificio ubicato in piazza Oslavia a nord dell’edificio che oggi ospita la sede di A.GE.S s.r.l”.

La azioni che favoriscono la crescita …

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Acque metropolitane?

Articolo di Ottorino Pagani:

” In un “dibattito pubblico che non c’è” i Cittadini dovrebbero essere alle prese con la forte contraddizione legislativa, emersa recentemente, che potrebbe condizionare l’operato dell’istituzione a loro più vicina, mi riferisco alle recenti sentenze della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale:

  • la Legge Regionale n. 18/2019 (vedi
    post del 24 novembre 2021) che ha riproposto il tema dell’autonomia 
    decisionale dei Comuni (sentenza del 29 ottobre 2021);
  •  l’articolo 177 del “Codice dei contratti
    pubblici” in merito all’obbligo di esternalizzare i contratti di lavoro,
    servizi e forniture (sentenza del 23 novembre 2021);

e il “DDL Concorrenza” licenziato il 4 novembre dal CdM,
che all’articolo 6 favorisce la privatizzazione
dei servizi pubblici locali e la definitiva mutazione della potestà dei Comuni.
Con i recenti orientamenti della Consulta non è remota l’aspettativa di incostituzionalità anche di una eventuale
legge che recepisca gli orientamenti di questo “DDL”; ma a maggior ragione, l’analisi di questa contraddizione dovrebbe essere almeno discussa
nei vari Consigli Comunali.

Anche la gestione pubblica dell’acqua viene rimessa in discussione, senza tenere in considerazione l’esito del referendum del 5 giugno 2011. In merito a questa possibilità: nel caso del nostro Comune non dovrebbe esserci un impatto diretto, visto che il servizio è svolto dal Gruppo CAP. Infatti, dal 1928 “i Comuni di Paderno Dugnano-Limbiate-Cusano Milanino e Cormano costituiscono un ente per la costruzione degli acquedotti: nasce il Consorzio per l’Acqua Potabile ai comuni del bacino del Seveso … Oggi, Gruppo CAP è per patrimonio la prima monoutility del panorama nazionale … Il raggio d’azione si è ampliato: Gruppo CAP, società

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Praga, 21 agosto 1968 La solitudine della sinistra

Il 21 agosto saranno passati 50 anni dalla invasione sovietica della Cecoslovacchia. Lì è crollata l’idea che i paesi socialisti fossero portatori di un avvenire da imitare, anche da noi in occidente.

Per alcuni, in verità, quell’idea era morta molto prima, a Budapest nel 1956. Nella Praga occupata dai carri armati del patto di Varsavia finì definitivamente il mito del comunismo e, insieme a questi, del socialismo.

”Praga è sola” titolerà , un anno dopo, un rivista ancora interna al mondo del comunismo italiano.                                                                                                                  Io in quel 21 agosto 1968 ero al Liceo Omero di Bruzzano e ricordo ancora lo sgomento di quanto stava accadendo. Eravamo increduli che si potesse schiacciare l’ansia di rinnovamento e la voglia di libertà della società cecoslovacca che insieme al suo leader comunista, Aleksander Dubcek, cercava la sua ”via”. “Dubcek –svoboda” era lo slogan ripetuto, anche dal nostro movimento studentesco, a sostegno di quel tentativo riformista. Ma quel tentativo fu cancellato dai carri armati.

Da quel giorno molti, come me, scelsero un’altra via che non poteva essere quella “portata” dai carri armati. Da lì la nostra vicinanza a tutte le dissidenze e a tutte le minoranze perseguitate dentro e fuori il mondo socialista. Ricordo ancora l’ossessione di capire cosa fosse successo anche più tardi, quando nel 1978, il Manifesto organizzò a Venezia il primo convegno sul dissenso all’Est sotto il titolo “Potere e opposizione nelle società post- rivoluzionarie”.

Quella solitudine del 1968 fu fatale alla primavera di Praga e, probabilmente, è ancora responsabile dei mostri di oggi che si richiamano al famigerato gruppo di Wisegrad.

 “La storia, lo sappiamo, non si fa con i

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Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani Una storia esemplare

 

Riprendo da AdnKronos la notizia pubblicata ieri e che può essere sfuggita ai lettori padernesi. Ci parla di un lutto ma anche di una importante realtà imprenditoriale della nostra città. La morte e i funerali di Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani, pilastro dell’Officina d’arte grafica Lucini di Paderno Dugnano (Milano), morto all’età di 77 anni.           

Alla Arte grafica Lucini era stata dedicata anche una bella mostra, nel 20111, in Palazzo Sormani a Milano. All’inaugurazione erano intervenuti Carlo Bertelli, i curatori Andrea Kerbaker, Luigi Sansone e, per l’occasione, Giorgio Lucini aveva presentato il “Libro illeggibile nero bianco e giallo” di Bruno Munari (1956). Nella loro storia i Lucini hanno collaborato per la realizzazione degli stampati con i più importanti grafici, designers, architetti, scrittori, pittori e scultori.

Tra gli autori pubblicati ricordiamo Scheiwiller, Gio Ponti e Bruno Munari, cinque premi Nobel da Quasimodo alla Szymborska, i libri illeggibili, libri sonori, le favole cancellate di Emilio Isgrò, i libricini del premio Bagutta, la collana di fotografia curata da Ferdinando Scianna e le monografie aziendali di Pirelli, Olivetti e Merloni. Di seguito il comunicato dell’agenzia Adnkronos del 17 agosto 2018:

” Si sono svolti questa mattina al cimitero monumentale di Milano i funerali di Giorgio Lucini, decano degli stampatori italiani, pilastro dell’Officina d’arte grafica Lucini di Paderno Dugnano (Milano), morto all’età di 77 anni. Tipografo non tradizionale, per cinquant’anni ha lavorato con artisti, grafici, poeti, scrittori e alcuni Premi Nobel, guidando l’azienda di famiglia che dal 1924 ha fatto la storia della tipografia italiana e mondiale. Giorgio Lucini ha collaborato, tra gli altri, con Salvatore Fiume, Emilio Isgrò, Alberto Longoni, Brunetta Mateldi, …