Dopo il 4 marzo (3) Dalla critica all’azione

C’è bisogno di un pensiero “comune” che coinvolga i diversi soggetti tutti insieme e non solo una riflessione autocritica che consenta ad ognuno una confortante discussione casalinga come premessa scontata per una “comoda” ripartenza”. Insomma io credo che se manca questa consapevolezza di un destino comune per il paese e quindi anche per la sinistra e il centrosinistra, è finita. Ho sempre pensato che il successo di una parte non può essere segnato dalla sconfitta di altra parte (anche se non la mia). Ho sempre pensato che il destino delle forze di progresso è un destino “comune”, non individuale. E giammai di qualcuno a scapito di qualcun altro. Ecco perché non mi ha mai convinto la tesi della “vocazione maggioritaria” (fin dai tempi di Veltroni). Non nel senso lecito del puntare ad una maggioranza dei consensi ma nel fatto che questa convinzione nasconde il tema dell’autosufficienza, premessa dell’arroganza.

Ora che molti affermano che necessita un cambiamento radicale, di una rifondazione, di una discontinuità: come fare? Se gli strumenti politici e culturali (e le risorse) che abbiamo a disposizione per un nuovo inizio sono palesemente inadeguate: che fare? Forse non dobbiamo aspettare che dall’alto qualcuno ci suggerisca come fare. Forse dobbiamo ricominciare con umiltà dal basso. Lasciare le confortanti analisi che verranno (quando?) e rimettersi a studiare, analizzare la realtà che ci circonda qui e ora, primo per capire. E poi per fare. Ma il tempo è poco e io sento l’urgenza di dire: “subito, non domani”. Lo dico con onestà: i partiti in questi anni non ci hanno aiutato a capire un mondo che cambiava. Per quanto mi riguarda né …

Dopo il 4 marzo Prendiamoci cura della città

Gli amici di Liberi e Uguali di Paderno Dugnano hanno avviato una discussione intensa, venata da preoccupazioni per le sorti democratiche del paese, e ragionato su come proseguire un cammino utile per la città. Bene. Intanto voglio continuare una riflessione sul che fare. Io credo che tutti si debba prendere atto  della sconfitta storica della sinistra e del centro sinistra. Se una gran parte dei cittadini ci hanno voltato le spalle non è perché loro non hanno capito bene o noi non ci siamo spiegati bene. Questo è il solito leitmotiv di chi non vuole capire. No. E’ proprio quello che abbiamo fatto e detto che è sbagliato ed è da cambiare. Se non si fa questo semplice ragionamento nulla si potrà recuperare.

Vedo qualcosa di simile nelle parole di Laura Boldrini (La Repubblica del 12 marzo): “c’è bisogno di una forza progressista. Bisogna cambiare. Non perché tutto resti com’é, ma perché tutto cambi davvero: visione, linguaggi, parole d’ordine, proposte, azioni.”. Non vedo altrettanta consapevolezza nella relazione di Maurizio Martina alla recente direzione del PD. Non si tratta infatti di “ripartire dal circolo PD di Fuorigrotta” ma semmai dal quartiere di Fuorigrotta di Napoli.  E’ il cambio di paradigma che non si vede, e poi non c’è nessuna riflessione sui motivi della sconfitta.  

Ma veniamo a noi e alla durezza dei risultati locali. Guardando la consistenza e la frammentazione delle forze progressiste alcune domande sono inevitabili: può il PD sperare di vincere da solo le prossime elezioni comunali del 2019 con il 22,37%? E cosa pensano di fare i Progressisti di Pisapia con lo 0,22%, Potere al Popolo con lo …

Le fak news di Alparone Il TAR boccia l'inceneritore

Sembra chiudersi la vicenda relativa all’inceneritore richiesto per l’area della ex-Tonolli al Villaggio Ambrosiano ma non le fake news del sindaco che continua a manipolare le informazioni e raccontare  le menzogne a lui più comode. Spiace vedere un simile comportamento in un uomo delle istituzioni ma così è.

E’ di ieri la notizia che: “Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso, ritenendo infondate le motivazioni addotte dalla società per chiedere l’annullamento del decreto di Regione Lombardia e di tutti i pareri formulati dagli altri Enti coinvolti, tra cui il Comune di Paderno Dugnano con cui nel gennaio 2013 si esprimeva contrarietà al progetto di un inceneritore al Villaggio Ambrosiano. Questa notizia sembra mettere la parola fine all’intera vicenda. Bene. Un successo delle numerose manifestazioni dei cittadini, padernesi e dei comuni circostanti, che si sono battuti contro questa eventualità.

Bene se non fosse che, nel comunicato stampa del Comune di Paderno Dugnano il Sindaco Alparone afferma, tra l’altro, come se nulla fosse : “Mi auguro che la società non promuova appello contro la sentenza del TAR che ha giudicato positivamente l’operato della Regione e soprattutto del nostro Comune, che ha ritirato il permesso di costruire precedentemente rilasciato da chi ci ha preceduto. Ha vinto il buon senso, ha vinto la nostra comunità scongiurando la realizzazione di un impianto che avrebbe avuto un inaccettabile impatto sulla qualità della vita nella nostra città”.

Come si vede, in quelle parole evidenziate da me in neretto, Alparone continua a mentire. E’ un fake news che, travisando al realtà dei fatti (la richiesta di costruire un ‘inceneritore è del dicembre 2010 quando Alparone era

Celebrato, in allegria, l’8 Marzo all’ARCI di Palazzolo

Adesioni sopra le aspettative, domenica 11 Marzo all’ARCI di Palazzolo, per celebrare l’8 Marzo, con più di 100 persone.

Il pranzo, preparato con prodotti biologici è stato particolarmente apprezzato per la sua qualità e ricchezza di portate.

Non parliamo poi della torta, ovviamente torta Mimosa, preparata dai mitici Renato e Massimo.

Tra una portata e l’altra canti ‘di donne’.

Un allegra giornata per tutti, volontari e partecipanti.

Un ringraziamento particolare al Presidente del circolo ARCI di Palazzolo, Umberto Ripamonti, per la sua instancabile voglia di organizzare attività!