Autore: Gianfranco Massetti (Gianfranco Massetti)

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Dopo il si e il no Cosa succede?

downloadPubblico i comunicati stampa dei due comitati che hanno animato la recente campagna elettorale per il Referendum costituzionale.Il problema adesso è che fare? Visto che nel No ci sono moltissimi che sono di sinistra e nel  Si molti che sono di destra. E’ normale che sia così; solo qualcuno improvvidamente pensa di “far suo” il bottino di una sconfitta.

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Comitato per il Si di Paderno Dugnano

La campagna referendaria è stata lunga e faticosa ma anche appassionante perché ci ha dato la possibilità di incontrare tante persone.  Abbiamo perso! 
Analizzare le cause di questa sconfitta sarà il compito che ci impegnerà nei prossimi giorni ma una cosa possiamo dirla fin d’ora: non siamo riusciti a spiegare fino in fondo i contenuti della riforma! 
Ora si riparte con lo stesso entusiasmo: il 45,6% dei consensi avuti è molto incoraggiante anche perché avevamo tutti contro! 
Un grazie di cuore va a tutti i volontari e, in particolare, ai militanti del Pd che ci hanno dato una mano e ai 12.605 padernesi che con il loro “Sì” ci hanno dato fiducia! 
Noi non rinunciamo a cambiare in meglio il nostro paese; il cammino è  lungo e anche tortuoso ma il percorso è ben delineato.

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 Comitato per il NO – Paderno Dugnano

 4 Dicembre 2016 – PADERNO DUGNANO HA VOTATO COSI :
Elettori 36.733 Votanti 27.778 pari al 75,67 %
SI     =  12.605 voti pari al 45,64%
NO  =  15.014 voti  pari al 54,36%

La sensibilità dei Padernesi nei confronti dei valori della nostra COSTITUZIONE, nata dalla Resistenza,  si è espressa con l’alta partecipazione al voto e premiando …

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E ora? "Cambiare radicalmente il PD"

costituzione-si-noCi vorrà un pò di tempo per analisi approfondite, anche locali. Intanto riporto l’intervista a Gianni Cuperlo, di Alessandro Trocino da “Il Corriere della sera” di lunedì 5 dicembre 2016, che mi sembra affronti con lucidità alcuni dei problemi sul tappeto.

ROMA – Se Matteo Renzi è il grande sconfitto di queste elezioni, l`altro sconfitto nel Pd è sicuramente Gianni Cuperlo. Strappando con la minoranza, ha firmato con il segretario un accordo sull`Italicum, dando il via libera suo (ma non della minoranza) al Sì al referendum.

È anche una sua sconfitta?
«Io ho cercato di tenere unito il Pd e in questo senso non mi sento sconfitto. Ho difeso una coerenza».

Perché ha vinto il No?
«È una sconfitta severa. Immaginare di guidare la rivolta contro la casta mentre si è seduti sulla poltrona più alta del governo si è rivelata una mossa sbagliata».

Sono stati gli elettori pd a bocciare la riforma e Renzi? 
«È stata la larga maggioranza di chi ha votato. Sugli elettori del Pd vedremo, la mia impressione è che una buona parte ha votato Sì. Ma il campo del centrosinistra era diviso e un pezzo ampio del Paese ha espresso un giudizio negativo sul governo e sul premier. Penso ci fossero almeno due ragioni serie per non far fallire anche questo tentativo. Da un lato la crisi delle democrazie e ciò che sta producendo in Europa e negli Usa. La saldatura tra la delusione del ceto medio e l`impotenza della politica a risolvere i bisogni di milioni di famiglie. Dall`altro il rischio che la sconfitta in un referendum divenuto un plebiscito spostasse verso …

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Vince il No anche a Paderno Dugnano Come in tutta Italia

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Come in tutta Italia anche Paderno Dugnano ha scelto il No. Il voto ha visto una forte affluenza alle urne pari al 75,68%.

Il Si ha avuto 12.605 voti pari al 45,64%

il No ha avuto 15.014 voti pari al 54,36%

Al di là del leggero scostamento dalle proiezioni nazionali il No ha vinto in tutti i quartieri di Paderno Dugnano. C’è materia per riflettere dentro e fuori il PD. Ed è già il 5 dicembre.

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Elezioni sindacali alla Clinica San Carlo Dopo 15 anni

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Ieri il sindacato FP-CGIL della Lombardia ha diffuso il seguente comunicato stampa: “ 2 dic. – Da quindici anni non votavano per eleggere i propri rappresentanti sindacali. Finalmente le elezioni sono arrivate: lavoratrici e lavoratori della clinica San Carlo di Paderno Dugnano, storica realtà privata della sanità milanese, hanno scelto a larga maggioranza la Cgil. Su 217 voti validi, 145 sono andati alla Funzione Pubblica Cgil (il 67%), 72 voti al Nursing Up. Grande la soddisfazione della categoria. Daniela Repuzzi, funzionaria Fp Cgil Milano, commenta: “Questo risultato è il frutto di un’intensa attività sindacale, siamo contenti della fiducia che abbiamo ricevuto. I nuovi rappresentanti lavoreranno soprattutto su tre grosse questioni: i turni di servizio, le assunzioni, l’apertura di un tavolo per ottenere il premio di risultato che i dipendenti attendono da anni. Se l’amministrazione è riuscita a investire per ampliare la struttura, può investire anche nel personale”.

Do questa comunicazione della Funzione Pubblica CGIL perché è una novità e perché mi sembra confermare il segnale che “qualcosa è cambiato” come affermava Emanuele Macaluso, nel suo editoriale sull’Unità del 30 novembre. Lui alludeva alla novità della firma del contratto dei metalmeccanici che dopo 15 anni ha raccolto le firme dei tre sindacati maggiori Fiom-Fim e Uilm. Un contratto che riporta in primo piano il sindacato, la contrattazione e i lavoratori. Dopo c’è stato anche l’accordo unitario CGIL-CISL-UIL sulla cornice per il rinnovo dei contratti del Pubblico impiego (stato, enti locali, sanità..). Segnali importanti perché riportano al centro dell’attenzione,  del mondo politico  che oggi li ignora, la vita reale delle persone. Importanti questi atti perché smentiscono “chi riteneva …

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Un Si, nonostante Renzi Dopo il 4 viene il 5

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Ieri sera ho ascoltato con attenzione le argomentazioni di Cuperlo e di Pisapia, alla Libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano. Sono anch’io preoccupato di cosa succederà nel PD e nella sinistra dopo il 4 dicembre. Ma quel giorno non finirà né la storia né la sinistra. Non ci sarà la catastrofe se vincerà il No. E, se Renzi verrà ridimensionato, forse sarà un bene (per lui). Ciò nonostante, so che il 4 dicembre si deciderà se accettare o meno una riforma della Costituzione: quella che il Parlamento ha approvato. Non si tratterà né dell’ultima occasione di cambiamento né di fermare un rischio antidemocratico e neppure di regolare i conti con la sinistra o con Renzi. Sbagliano sia Renzi che ha personalizzato questo appuntamento sia coloro che, al contrario, lo personalizzano contro di lui.

 Giuliano Pisapia ha detto che vive lo scontro con grande disagio: “Mi sembra una guerra fratricida che può portare solo danni enormi a tutti. Il Pd diviso, i sindacati su posizioni opposte, il centrosinistra con posizioni diverse, parte della sinistra contro il Pd, l’Anpi che ha preso una posizione ufficiale ma singoli partigiani che si esprimono in dissenso… Sono un sostenitore accanito del valore dell’unità del centrosinistra perché sono consapevole – e lo dimostra la storia – che il centrosinistra vince solo se è unito. Ci si può dividere su singole scelte, ma bisogna avere lo sguardo lungo. E invece mi sembra di assistere, tra persone che hanno la stessa storia e gli stessi valori, a una continua e disastrosa polemica con grande gioia della destra e dei suoi compari”.

 Gianni Cuperlo ha difeso il …