È morto Valentino Parlato. Giornalista e comunista per tutta la vita, ha militato nel Pci fino all’espulsione nel 1969. La sua biografia si è interamente identificata con quella de Il Manifesto, il giornale di cui fu fondatore (28 aprile 1971) e quattro volte direttore. Era nato a Tripoli, in Libia, il 7 febbraio 1931. Il modo migliore per ricordare Valentino Parlato è, per me, riportare l’ultimo suo articolo scritto il 9 aprile 2017 per il Manifesto sulla crisi della sinistra.
” Crisi della sinistra, ma anche crisi della politica, come ci ha spiegato nei suoi ultimi scritti e nel Midollo del leone il nostro Alfredo Reichlin e come conferma il fatto che la formazione politica che raccoglie più consenso sia oggi il MoVimento 5 Stelle. Aggiungerei ancora che c’è anche crisi della cultura e della scuola.
La crisi della sinistra non è solo italiana, ma investe tutto il mondo che definiamo occidentale: pensiamo solo agli Usa di Donald Trump.
Questa crisi dipende anche da cambiamenti strutturali: innovazioni tecnologiche («la nuova rivoluzione delle macchine»), globalizzazione, finanziarizzazione dell’economia… Tutti mutamenti che hanno seriamente indebolito i lavoratori, quel che una volta chiamavamo classe operaia, proletariato, le innovazioni tecnologiche riducono l’impiego di lavoro vivo.
La globalizzazione tende a formare un proletariato in aree finora sottosviluppate ma crea una forte concorrenza al proletariato storico del nostro Occidente. La crescita di peso della finanza contribuisce alla formazione di poteri del tutto indipendenti dal lavoro vivo e che condizionano – se addirittura non dominano – il lavoro vivo, cioè la base sociale della sinistra storica.
Questo mutamento storico – che io appena accenno – andrebbe …



