Vasche del Seveso e Marijuana Un aggiornamento

In questi giorni il blog è stato muto per un attacco di un virus. Ora sembra  a posto anche se dovremo apportare degli aggiornamenti e delle modifiche. In attesa recupero, in pillole, le notizie più importanti che avrei voluto dare.

Vasche del Seveso: Granelli insiste per quella di Bresso

Sabato 25 agosto un violento temporale ha fatto esondare il Seveso a Niguarda ma solo per mezz’ora. L’assessore alla Mobilità e all’Ambiente Marco Granelli dice: “Non ho mai visto l’acqua salire in così poco tempo. Il livello si è alzato di due metri e mezzo in venticinque minuti, in pratica 10 centimetri al minuto.

Il temporale ha scaricato tra Paderno e Milano e lo scolmatore non ha potuto assorbire nulla. Questa è l’ennesima prova della necessità di fare una vasca di decantazione a Bresso, al Parco Nord: con quella il Seveso non sarebbe esondato”. Ma anche questa vasca incontro l’opposizione dei cittadini e delle amministrazioni del nord Milano. Forse sarebbe meglio costruire un tavolo di concertazione, libero da qualsiasi decisione già precostituita, che ascoltasse le ragioni degli oppositori.

 

Marijuana per i malati: coltiviamola a Paderno Dugnano: Nuova proposta di G.Rubagotti

Ricevo la seguente proposta di G.Rubagotti che pubblico: “Ora che la Regione ha deciso di fornire gratuitamente la cannabis terapeutica ai malati è urgente che venga prodotta anche nei nostri territori: infatti quella prodotta allo stabilimento militare di Firenze è insufficiente e la carenza di questo farmaco sul mercato è da tempo un problema grave.

Chiedo allora al Vicesindaco Bogani di attivarsi presso il governo per autorizzare nel nostro comune la sua coltivazione, creando posti di lavoro non solo …

Presidio contro Salvini-Orban Martedì 28 ore 17 in piazza San Babila

E’ giunto l’appello, a cui aderiamo, del  Comitato milanese “Insieme senza muri”e dei Sentinelli di Milano che hanno organizzato  per martedì 28 agosto alle 17 un presidio in Piazza San Babila in contemporanea all’incontro tra Salvini e Orban presso la Prefettura di Milano. Questi si incontreranno  per cementare il loro asse: due muri a confronto e un’idea d’Europa sovranista e nazionalista che non ci appartiene.

Troviamoci per ricordare a entrambi il valore della solidarietà e dell’accoglienza e chiedere che non si ripetano  altri fatti vergognosi come quelli della nave Diciotti. (si veda il link all’evento FB). Sarebbe  bello vedere la presenza di una delegazione di cittadini padernesi come primo atto di una presa di coscienza pubblica, da rinnovare poi in città.

 

 

 

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Salviamo il Parco di via Gorizia La lotta continua

Il coordinamento delle associazioni, partiti e singoli cittadini che da mesi stanno lottando contro la decisione della giunta Alparone/Bogani di costruire residenza privata in un parco pubblico non  si arrende. Ieri infatti è stato diffuso un comunicato stampa che annuncia la presentazione di un ricorso al TAR Lombardia, avvenuta il 30 luglio, contro quella scelta sciagurata.

La partita ora si sposta nel Tribunale Amministrativo Regionale che dovrà valutare la legittimità e la congruità di quella scelta che i cittadini hanno contestato apertamente con molte iniziative pubbliche. Non ultima la raccolta di oltre 3000 firme con una petizione popolare. L’annuncio del ricorso al TAR, scelta difficile ed impegnativa, è accompagnata da una richiesta di raccolta fondi per finanziare questo ricorso oneroso.

Chi volesse contribuire a sostenere questa lotta dei cittadini padernesi può trovare le indicazioni di come fare attraverso il sito “legambientepadernodugnano.wordpress.com”.  Di seguito il comunicato stampa:

“LA PARTITA SI GIOCA ORA IN TRIBUNALE

Dunque la decisione è stata presa. Il ricorso al T.A.R. Lombardia contro la delibera di variante al PGT, denominata RE3, approvata nel Consiglio Comunale del 9 maggio scorso, è stato firmato e presentato da un gruppo di cittadini residenti in via Dalla Chiesa.

 Non si ferma , quindi, la lotta di opposizione alla costruzione nel parco di via Dalla Chiesa/via Gorizia di 3 palazzine con 52 appartamenti+ parcheggio e strada di collegamento. Dopo i numerosi tentativi, purtroppo inutili, posti in essere per far recedere l’attuale Amministrazione Comunale dal progetto insensato di sacrificare un parco pubblico ad un interesse privato, non è rimasta altra via che quella del Tribunale. Il ricorso al T.A.R. è un impegno dal …

IperDì e SuperDì chiusi Lavoratori senza stipendio da luglio

Un’altra crisi nel settore della grande distribuzione che ci toccca direttamente. L’ IperDì di via Erba 90 a Paderno Dugnano risulta chiuso: Il cartello dice:Chiuso per ferie ma le notizie  di stampa non lasciano ben sperare. Di seguito un aggiornamento della situazione della catena di Supermercati citati dal quotidiano on-line “Milanotoday”del 21 agosto:

“Crisi IperDì e SuperDì, stop agli stipendi

Sembrerebbe che la catena di discount stia attraversano una profonda crisi. I due punti vendita SuperDì e Iperdì di via Ornato e viale Molise a Milano sono chiusi da diversi giorni. Stessa cosa per i supermercati della catena nei comuni di Trezzano sul Naviglio, Paderno Dugnano e Rho, nell’hinterland cittadino. Ma le corsie deserte e gli scaffali vuoti – ormai la quotidianità anche per i discount lombardi, piemontesi e liguri del marchio – non sono solo il risultato di una chiusura estiva prolungata. Infatti i lavoratori, che sono stati obbligati ad andare in ‘ferie’, da luglio non ricevono lo stipendio.

La verità è che la catena di supermercati sta attraversando una profonda crisi.Un migliaio di dipendenti sono in attesa di conoscere quale sarà il loro destino – scrive Andrea Gianni su Il Giorno -, ad agosto invece di vedersi accreditato lo stipendio sul proprio conto, hanno ricevuto una comunicazione asciutta con la quale l’azienda li avvisava che per ora non avrebbero ricevuto la busta paga. Dopo aver esaurito ferie e permessi residui, a partire da settembre il personale di SuperDì e Iperdì potrebbe essere messo in aspettativa retribuita. Nel frattempo i sindacati hanno già segnalato la situazione all’Ispettorato del lavoro e hanno chiesto un confronto con l’azienda.

I …

Praga, 21 agosto 1968 La solitudine della sinistra

Il 21 agosto saranno passati 50 anni dalla invasione sovietica della Cecoslovacchia. Lì è crollata l’idea che i paesi socialisti fossero portatori di un avvenire da imitare, anche da noi in occidente.

Per alcuni, in verità, quell’idea era morta molto prima, a Budapest nel 1956. Nella Praga occupata dai carri armati del patto di Varsavia finì definitivamente il mito del comunismo e, insieme a questi, del socialismo.

”Praga è sola” titolerà , un anno dopo, un rivista ancora interna al mondo del comunismo italiano.                                                                                                                  Io in quel 21 agosto 1968 ero al Liceo Omero di Bruzzano e ricordo ancora lo sgomento di quanto stava accadendo. Eravamo increduli che si potesse schiacciare l’ansia di rinnovamento e la voglia di libertà della società cecoslovacca che insieme al suo leader comunista, Aleksander Dubcek, cercava la sua ”via”. “Dubcek –svoboda” era lo slogan ripetuto, anche dal nostro movimento studentesco, a sostegno di quel tentativo riformista. Ma quel tentativo fu cancellato dai carri armati.

Da quel giorno molti, come me, scelsero un’altra via che non poteva essere quella “portata” dai carri armati. Da lì la nostra vicinanza a tutte le dissidenze e a tutte le minoranze perseguitate dentro e fuori il mondo socialista. Ricordo ancora l’ossessione di capire cosa fosse successo anche più tardi, quando nel 1978, il Manifesto organizzò a Venezia il primo convegno sul dissenso all’Est sotto il titolo “Potere e opposizione nelle società post- rivoluzionarie”.

Quella solitudine del 1968 fu fatale alla primavera di Praga e, probabilmente, è ancora responsabile dei mostri di oggi che si richiamano al famigerato gruppo di Wisegrad.

 “La storia, lo sappiamo, non si fa con i …