Domenica 26 marzo si riunisce l’assemblea degli iscritti al PD di Paderno Dugnano per votare le tre mozioni dei candidati alle primarie per la segreteria del PD. Dovrebbe essere un’occasione per capire se il Pd ha la capacità di stare dentro l’attuale situazione italiana, di comprenderla e in quale direzione cambiarla. Questo andrà letto attraverso le tre mozioni “congressuali”.
La proposta di Emiliano (L’Italia è il nostro partito) sembra la più estrema e contraria a tutte le politiche renziane: il jobs act, la buona scuola, i bonus e aperta al confronto con gli elettori grillini. Si batte contro li doppio incarico segretario e premier sottintendendo una separazione giusta tra partito e stato. Ma che credibilità può avere dopo il voltafaccia con Bersani? Lo diranno i voti che prenderà in Italia.
La proposta di Renzi (Avanti, insieme) non mi pare che presenti un cambio di passo o alcune significative novità e il tiket con Martina sembra più una trovata che una reale volontà innovativa. Si riconferma la vocazione maggioritaria intrisa di un superato blairismo e di una visione centrista della società italiana. In questo è il contrario del cambiamento che serve al paese. Non si discutono gli effetti delle politiche dei bonus, del job acts, della la buona scuola; la sconfitta alle amministrative di Napoli Torino Roma, la sconfitta al Referendum, la scissione di Bersani. Si accenna ad un timido di”errori ne sono stati fatti”. Si riconfermano le solite proposte:”partito pensante” invece che pesante, la summer school, la chiusura ad alleanze e si propone il lavoro di cittadinanza”. Si sogna ancora la vocazione maggioritaria, di veltroniana memoria. Intanto il M5S …





